Logo & brand identity

Elited, yachts new life

Elited è uno spin-off di Elica Yacht, un’azienda con un’ampia esperienza nella compravendita di imbarcazioni di lusso. Il nuovo brand è rivolto a un mercato B2B e abbraccia la commercializzazione dell’usato. Il concept deve quindi staccarsi dalla azienda madre e offrire un’idea di mercato pur sempre esclusivo.
La stilizzazione della lettera “e” ha diverse interpretazioni possibili, in primis l’idea di rinascita, di nuova vita, seguendo la linea orientale del tempo, a spirale. Il secondo concetto espresso è l’azione suggerita dal naming stesso, “elited”, che suggerisce un processo di rivalutazione o di certificazione dell’imbarcazione proposta, quasi come marchiandola, infine c’è la rappresentazione di una cima marinara.
Il logo assume un contrasto stilistico tra il simbolo e il logotipo inferiore, avvicinando il valore emotivo a quella tecnico.
I colori selezionati richiamano un settore più romantico rispetto all’azienda madre, evocando in qualche modo l’ambiente nautico ma distinguendosi e variando il target di riferimento.

La composizione centrale viene resa viva grazie all’inclinazione di 25 gradi dell’asse centrale che genera la spirale con cui si genera la “e”. Tutti gli elementi derivano da una griglia regolare che attribuiscono all’insieme una coesione nelle proporzioni visive.

L’impostazione del logo ne consente un utilizzo scalabile anche in una comunicazione più emotiva, con l’utilizzo di flat colors per usare un tono di voce più industrial.
Il logo decontestualizzato risulta molto pubblicitario, con una forza comunicativa notevole ed una freschezza adatta sia a una grafica tradizionale che a un design più flat.

Terrarrubia, centro benessere

Terrarrubia è un centro benessere a Decimomannu molto moderno sia come edificio che come tecnologia nei trattamenti, ma estremamente affezionato alla tradizione sarda. Per questo è stato pensato un concept che rappresentasse il connubio tra un design contemporaneo e l’artigianato di cui il centro vanta una ricca collezione.
La canna da fiume col pennacchio è un elemento molto ricorrente nell’artigianato sardo, utile per la costruzione di arnesi e strumenti d’arte (le launeddas ad esempio), suggerisce anche un gusto orientale ed esotico.
Le fonti di ispirazione sono appunto il ricamo sardo, la canna di fiume molto presente nel territorio (sulle sponde del Rio Mannu) e ovviamente l’acqua, elemento essenziale, visibile graficamente nel trattamento smussato delle illustrazione dei pennacchi e anche riflettute specularmente.
Grazie al design modulare è possibile riprendere il marchio e abbinarlo in una fantasia che ricorda le decorazioni dei tappeti sardi, molto presenti nell’arredamento del centro.
I colori non potevano che ispirarsi ai fanghi e al colore rosso argilla menzionato nel nome stesso Terrarrubia (terra rossa).
Per contrapporsi nettamente e creare un accostamento equilibrato è stato selezionato il Google Font Literata, un bel font graziato gratuito, semplice e molto narrativo, utile per esporre quelle sensazioni percepite nel centro di benessere.

Gedama, strategie di business (Arbus)

La mission era creare un logo adatto al vasto business della consulenza marketing, che partisse, però, da un concept in qualche modo legato al territorio di appartenenza, il comune di Arbus. Il nome Gedama deriva dalla fusione delle iniziali dei nomi dei 3 soci fondatori (una ragazza e 2 ragazzi).
Questa tripartizione è stata utilizzata per ottenere l’accostamento di 3 elementi complementari, differenti stilisticamente, ma che nell’insieme rappresentassero una coesione. In questo modo si è ottenuta una semplificazione del marchio, eliminando qualsiasi elemento grafico ridondante e lavorando sul lettering.
La sillaba “Ge”, oltre ad avere un tratto più delicato (in quanto rappresenta la ragazza), evoca il concetto di natura; “da”, invece si rifà alle strutture abbandonate delle miniere; infine “ma” è pensato per ricordare gli stili architettonici del posto.
I colori e gli stili rappresentano i 3 punti forza del territorio: la natura, il carbone fossile e l’architettura tipica dei villaggi dei minatori.

Polo Museale Antonio Gramsci (concorso di idee)

La rosa è viva certamente.
Dopo la neve fiorirà.

Il concept dell’immagine coordinata si ispira all’idea di modularità e moltitudine. Le linee verticali evocano le sbarre del carcere, parte integrante della vita di Gramsci, ma anche i vari elementi che comporranno il polo museale.
La palette cromatica, oltre a citare i colori politici del contesto storico, riprendono il basalto e il colore della carta ossidata. Per la tipografia viene utilizzato un font moderno ma versatile, nel logo utilizzato in una variante italic per comunicare il l’idea di scrittura dinamica.
Il marchio si presta per essere utilizzato anche come pattern decorativo, rafforzando la consistency di una comunicazione così necessariamente variegata.
Purtroppo questa proposta di design non ha potuto partecipare al concorso di idee per un disguido tecnico in fase di caricamento.

Talis, guided tours for everyone

Talis offre servizi di guida turistica in ambito storico e culturale. Le visite sono organizzate in italiano, in tedesco e in inglese, ma soprattutto in lingua dei segni (LIS), offrendo un’esperienza adatta a qualsiasi tipo di utenza, anche con deficit all’udito senza bisogno di un interprete, o con deficit alla vista grazie all’ausilio di modellini 3D.

La mano è lo strumento sia per esplorare che per comunicare in LIS. Il logo ha due distinte fasi di lettura, nella prima si apprezza il legame stilistico tra gli elementi del logotipo e del pittogramma, soprattutto la lettera “I” e la “L”, nella seconda si comprende il significato visivo, ovvero il gesto dell’esplorazione tattile della parola “talis”.

Il concept vuole includere i punti di forza di Talis, l’esperienza tattile, l’utilizzo di modellini e la comunicazione con il linguaggio dei segni, così come il significante della parola “talis” comprende le parole tattile e LIS, una combinazione che rafforza ancora di più il marchio e raggiunge con facilità il target a cui si riferisce.

La palette cromatica è una coppia di tonalità che mantiene il contrasto caldo/freddo, ovvero mano che esplora e oggetto da esplorare, o ancora mano che spiega e soggetto della spiegazione. A essa è stato accostato un font che appartiene al mondo delle app, il San Francisco, utilizzato dai principali social. La combinazione risulta così ben bilanciata e scorrevole.

Il logotipo è un’evoluzione studiata del font San Francisco, sebbene le lettere siano state addolcite per renderlo più sinuoso, per avere un impatto più minimal e, soprattutto, per una lettura estremamente musicale, che lo lega in modo naturale con il pittogramma sopra. Il logo si presta molto bene a diversi usi, sia su fondi piatti che su sfondi fotografici e anche su una stampa a impressione, dove la lettura, sia tattile che visiva, rimane chiara e distinta.

Chilometro Zero (Km0)

Km0 Chilometro Zero sarà un’App per la messa in vendita di prodotti a km 0 nel proprio territorio.
Il concept di Chilometro zero deve rivolgersi a un target B2B ma con una forte accezione naturalistica che promuove, tra le tante cose, anche il rispetto ambientale. Per questo è stato creato un contrasto tra la serietà di un carattere graziato e l’imperfezione di un prodotto naturale.
Il logo si inserisce bene in un’iconografia legata all’ambiente (il riciclo, il green, il biologico etc.), al contempo il marchio offre una freschezza propria delle nuove tendenze stilistiche nelle app di settore. L’insieme, con il nome che si sviluppa intorno al marchio simboleggiando il territorio intorno a te, oppure in una versione più istituzionale sotto per esteso.
La scelta cromatica non può che proseguire questa linea stilistica evocando la natura, il riciclo e una gamma che evoca una sensazione il più lontana possibile dall’industrial.

Gianni Forteleoni, film and story editor

Gianni Forteleoni è un professionista nel mondo del cinema.
Il sua lavoro è aiutare produttori, registi, agenzie e autori a trovare la forma migliore per raccontare le loro storie attraverso la pellicola.
Il concept racconta in maniera astratta il meccanismo di realizzazione di una pellicola cinematografica, partendo dall’intreccio narrativo delle varie linee temporali, incrociandole fino ad avvolgerle nel prodotto finale: il film.
La sintesi visiva sintetizza anche il contesto tecnologico in cui si lavora durante la produzione cinematografica, l’utilizzo di programmi di editing che ragionano con i frames temporali.
La ricerca cromatica invece vuole avere due interpretazioni distinte in modo da dividere la brand identity in due professionalità distinte, il film maker e il film editor, definite con due approcci differenti, uno più emozionale e l’altro più tecnico.

L’interessante portfolio di Gianni Forteleoni potrete trovalo nel suo sito internet www.gianniforteleoni.com.

Kadorì, your fashion key

Kadorì è un brand sardo che realizza dei kimono casual di varie stoffe e fantasie.
Il brand si esprime con un mood elegante ma anche fresco e leggero, per questo al marchietto della K è stato accostato un font affermato da tempo nel mondo della moda: il Didot.
La K è stata ideata per contenere al suo interno una stilizzazione astratta di un chiave (in orizzontale), il payoff “Your Fashion Key”, infatti, gioca sul doppio significato di “key” (lettera k e chiave).
La palette è volutamente neutra per poter essere utilizzata con accostamenti cromatici talvolta bizzarri, che esaltà la fantasia delle stoffe rendendole le vere protagoniste di questa identità visiva, con il marchio che diventa un sigillo di garanzia imparziale e sobrio.
Con il modulo del marchietto è stato realizzato un pattern elegante da utilizzare come elemento riempitivo nelle grafiche della comunicazione. Il Google Font Montserrat è stato abbinato come carattere primario nei testi e nei contenuti più corposi.
L’elemento del marchio stesso può divenire un supporto e un contenitore per mostrare le fantasie dei tessuti utilizzati nei kimono del brand.

The Storybox (Coccodi)

The Storybox è una iniziativa del ristorante di Cagliari Coccodi. Il brief richiedeva la creazione di un logo “hand drawing”, declinabile, che servisse alla promozione di un box contenente vari prodotti selezionati secondo una tematica variabile.
Il concept si muove tra uno stile vintage e una grafica pseudo amatoriale, proprio per dare la sensazione di un logo disegnato occasionalmente per la composizione del box.
I colori si evolvono dalla palette in uso nel ristorante il cui logo appare nel payoff.
In accostamento con il logo sono stati pensati vari assets grafici, come stickers natalizi o pattern per tovagliette e carte di imballo.
Il pattern è stato ottenuto scomponendo il logo Coccodi originale, presente anche nel pay off del logo Storybox.

Yanna, esperienze nella natura

La donnola sarda (yanna) è una variante autoctona di questo esemplare. Questo gruppo di escursionisti l’ha scelta come simbolo e mascotte dell’attività. Il target di riferimento abbraccia la famiglia con adulti e piccoli, offrendo delle esperienze per entrambe le età, svolgendole separatamente ma in contemporanea in un unica località.

La brand identity di questo progetto unisce due elaborazioni complementari, la dinamicità del logo “cartoon” e la rigidità dello sfondo, utilizzato solo come elemento riempitivo ove richiesto.
La parola Yanna sembra una conformazione rocciosa in cui l’animaletto sgattaiola e si ferma in posizione di vedetta.

Il logo prevede una versione responsive, con un marchietto ricavato dalla Y e dalla donnola. Il payoff “esperienze nella natura” si può staccare dal logo muovendosi in autonomia nell’impaginato, in modo da poter sfruttare a pieno qualsiasi tipo di contesto grafico.
Abbinando sfondo e marchietto otteniamo un badge. Il mood stilistico che ne deriva è ispirato ai badge dei park rangers americani e canadesi. La morbidezza e la dinamicità del soggetto (la donnola) sono contrapposti a una rigorosa gabbia (lo sfondo), creando un equilibrio bivalente tra significato e significante, tra ambiente fermo e natura in movimento, tra simbolo e sfondo.

L’ambientazione del badge è stata creata su una griglia regolare derivata da un moltiplicatore modulare che restituisse una staticità solida, simmetrica e razionale, ma con un tocco di artisticità ottenuto soprattutto grazie all’utilizzo dei colori. I colori sono ispirati alla natura, e ancora una volta a quel modo che nel nostro immaginario è strettamente legato a essa (i park rangers americani, gli scout, i brand sportivi di trekking etc.). Il risultato è una palette che offre una scala cromatica molto rilassante e quasi genuina.

La stilizzazione della donnola è stata progettata per essere estremamente dinamica, quasi che suggerisca una posa che da un momento all’altro cambierà facendo sgattaiolare l’animaletto tra le rocce. La contrapposizione dei vettori di forza aiutano a creare questo stallo istantaneo, caricando il soggetto di energia con delle curve che suggeriscono una posa fiera ma in allerta.