Logo & brand identity

Great Italian Outdoors

Great Italian Outdoors (GIO) è un’associazione di guide certificate che offrono esperienze escursionistiche nelle più belle aree naturalistiche della penisola italiana. Il target di riferimento è il turista straniero che vuole conoscere le bellezze del territorio outdoor, un viaggiatore abituato agli standard offerti da questo tipo di servizi a livello internazionale, che vuole rivolgersi a un’agenzia dinamica, affidabile e smart.
Il logo deve raccontare il territorio italiano, sintetizzandolo in maniera semplice, originale e distintiva.
Dev’essere presente quella particolarità che renda il simbolo riconoscibile e memorabile anche se comparato ai tanti competitor che offrono servizi analoghi sul web.

Colori freschi, accesi, non scontati riescono a creare il punto di forza in questo brand. Evitando richiami identitari ai colori della bandiera italiana e allontanandosi il più possibile dagli stereotipi, il marchio si mostra nella sua originalità e limpidezza, grazie all’aiuto di un font leggibile e moderno, il Muli, un Google Font sans serif completo nelle varianti di stile e di pesi.
Nelle zone naturalistiche italiane, il falco è una vera e propria icona. Esso è presente in diversi territori della penisola dalle catene montuose alle aree costiere. Il marchio è costruito sfruttando la “golden ratio” nelle proporzioni tra i due cerchi concentrici. Le diagonali attribuiscono poi dinamismo e originalità al pittogramma suggerendo un mood sportivo e accattivante.

La combinazione tra marchio, font, e immagini assume un aspetto dinamico, smart e distintivo nell’offering turistico internazionale.
Il logo è ben leggibile e caratterizza in maniera decisa qualsiasi contesto in cui viene inserito. La modernità dello stile rende questo concept poco territoriale ma molto attraente e rassicurante per un target internazionale, facendo percepire la presenza di un’azienda ben strutturata e preparata per il tipo di servizio offerto.
Great Italian Outdoors offre emozioni, libertà, natura, in uno dei posti più belli e caratteristici del mondo: l’Italia.

Marras, Mandrolisai DOC

“Marras” è un progetto di label design realizzato per Vigne Centro, nato dall’esigenza di raccontare il legame profondo tra territorio, identità e memoria storica. L’etichetta prende ispirazione da una vecchia fotografia del proprietario terriero delle vigne in cui viene prodotto il vino, reinterpretata attraverso un processo ibrido tra AI generativa, fotoritocco e interventi di ricostruzione visiva, fino a costruire un’immagine più evocativa, simbolica e narrativa, ispirata allo straordinario reportage fotografico realizzato da Mario Pes nei primi decenni del Novecento in Sardegna.

La figura centrale diventa il punto di connessione tra passato e presente. In particolare, la zappa assume un ruolo fondamentale nella composizione visiva e nel concept stesso del progetto. In sardo “marra” significa infatti zappa, riferimento diretto sia al lavoro della terra sia al cognome dell’attuale produttore, Marras. Lo strumento agricolo si trasforma così in simbolo di appartenenza, sacrificio e fedeltà verso il territorio.

L’identità visiva unisce elementi pop e richiami all’immaginario western, costruendo una narrazione sospesa tra documento storico e reinterpretazione cinematografica. La Sardegna viene raccontata attraverso quella dimensione ruvida, autentica e spesso romanzata che in passato le è valsa l’appellativo di “Far West italiano”, caratterizzata da una vita rurale dura, da codici popolari profondamente radicati e da un’estetica spontanea e genuina.

Il progetto evita ogni rappresentazione stereotipata dell’Isola e sceglie invece di valorizzarne il fascino storico e culturale attraverso un linguaggio visivo contemporaneo. Colori accesi, forti contrasti e una tipografia dal sapore western contribuiscono a costruire un’etichetta dal carattere deciso, capace di trasformare una memoria locale in un racconto visivo universale.

Emerald, Heart of Sardinia

Emerald è un’azienda di Laconi specializzata nella valorizzazione del tartufo sardo, un’eccellenza ancora poco conosciuta sui mercati nazionali e internazionali. Il progetto nasce dall’esigenza di riposizionare il brand attraverso un’identità più contemporanea, capace di trasmettere qualità, autenticità e un posizionamento premium.

Il rebranding ha mantenuto il legame con il marchio storico, semplificandone il linguaggio grafico per ottenere maggiore riconoscibilità, eleganza e versatilità. È stato progettato un simbolo originale ispirato al bosco e alla tradizione sarda, accompagnato da un sistema tipografico essenziale e da un’identità modulare basata su pattern derivati dal marchio, applicabili a packaging e materiali di comunicazione.
L’identità racconta il tartufo come un tesoro della Sardegna, attraverso un linguaggio visivo raffinato che unisce natura, tradizione e contemporaneità, posizionando Emerald come un brand boutique destinato ai mercati internazionali di fascia alta.

Per completare il progetto è stato ideato e brevettato il Side Lying Jar Packaging, un sistema di confezionamento innovativo che dispone il vasetto in posizione orizzontale. Questa soluzione valorizza contemporaneamente il coperchio, trasformato nella principale superficie di branding, e il contenuto del prodotto, visibile attraverso un’apertura dedicata. Il risultato è un packaging distintivo che migliora la riconoscibilità del marchio, differenzia immediatamente le referenze sullo scaffale e offre un’esperienza d’acquisto più coinvolgente.

Poderi Obinu, Campidano di Marrubiu

Poderi Obinu è l’azienda agricola fondata da Gerolamo e Vittoria, nata con l’obiettivo di valorizzare il territorio di Marrubiu attraverso una produzione vinicola di qualità. I vigneti si estendono nelle campagne del Campidano, tra il Monte Arci e il Golfo di Oristano, oltre che in alcuni territori limitrofi, dando vita a vini profondamente legati alla loro terra d’origine.

L’azienda si rivolge principalmente ai mercati esteri, con particolare attenzione al Belgio e ad altri Paesi europei. Per questo motivo il progetto grafico prende ispirazione dalle grandi etichette della tradizione enologica europea, reinterpretandone il linguaggio in chiave contemporanea. Il risultato è un’identità visiva elegante e senza tempo, capace di trasmettere qualità, autenticità e un forte legame con la Sardegna.
Il monogramma G.O., racchiuso all’interno di uno stemma araldico, richiama il mondo delle antiche casate e conferisce al marchio un carattere raffinato e distintivo, esaltando al tempo stesso l’origine italiana e l’identità del brand.

Le etichette sono caratterizzate da un’estetica classica, dove l’illustrazione ad acquerello diventa l’elemento narrativo principale. Ogni vino è rappresentato attraverso un paesaggio del territorio in cui nasce, seguendo la tradizione delle più prestigiose etichette vinicole. La palette cromatica, essenziale e delicata, rafforza la percezione di autenticità, mentre la scelta tipografica si ispira ai primi decenni del Novecento, contribuendo a creare un’immagine elegante e senza tempo.
Le illustrazioni raccontano i luoghi simbolo della produzione. Monte Arci raffigura il profilo dell’omonimo rilievo vulcanico che domina il territorio di Marrubiu, celebre fin dall’antichità per i suoi giacimenti di ossidiana. Quasodi rappresenta i vigneti del Campidano, un paesaggio fertile modellato dal sole, dal vento e dalla brezza marina. Mari Ermi, invece, prende ispirazione dall’omonima spiaggia del Sinis, il cui nome in lingua sarda significa “mare deserto”, celebre per la sua sabbia di quarzo bianco e le acque cristalline.

La semplicità del sistema grafico rende il marchio estremamente versatile: logo, pattern e tutti gli elementi dell’identità visiva possono essere declinati sia in positivo sia in negativo, mantenendo sempre coerenza e riconoscibilità.
Il progetto costruisce così un’immagine coordinata solida, elegante e riconoscibile, capace di valorizzare il prodotto e di posizionarlo in un contesto visivo all’altezza dei grandi marchi del panorama enologico internazionale.

Gustavo 28, team building, eventi, connessioni

Gustavo 28 è un’azienda specializzata nella creazione di eventi esclusivi e attività di team building rivolte a un target premium.
La location, situata in Via Gustavo Modena 28 a Milano, unisce un’atmosfera industrial di ispirazione newyorkese all’eleganza classica ereditata dal contesto signorile del palazzo che ospita questo spazio.
Mattoni a vista, luci calde e dettagli raffinati definiscono un ambiente pensato per favorire connessioni autentiche ed esperienze immersive.
L’identità del brand nasce proprio dall’incontro tra hospitality, connessioni umane e stile.
Il lettering “GUSTAVO” utilizza forme leggere e distinte, mentre il “28” assume una presenza più compatta e solida. Questo contrasto rappresenta sia il dialogo tra le due anime estetiche della location, sia il processo stesso del team building: elementi separati che si uniscono fino a diventare, nel numero 28, una struttura forte, solida e riconoscibile.

La palette cromatica nasce dall’incontro tra il carattere architettonico della location e l’atmosfera elegante che definisce l’esperienza Gustavo 28. Le tonalità terracotta richiamano il calore dei mattoni a vista e l’identità industriale dello spazio, mentre lo smeraldo introduce profondità, equilibrio e raffinatezza, creando un contrasto sofisticato e contemporaneo. L’avorio alleggerisce il sistema visivo mantenendo luminosità ed eleganza, mentre la tipografia geometrica, minimale ed estremamente leggibile completa l’identità con uno stile pulito, distintivo e coerente con il posizionamento premium del brand.
Gustavo 28 progetta vere e proprie esperienze immersive, pensate per creare connessioni tra le persone all’interno di un contesto raffinato e accogliente. L’atmosfera intima e la cura del dettaglio trasformano ogni evento in un momento memorabile, costruito per favorire relazioni, collaborazione e condivisione. Serate private, eventi corporate, attività di team building e format esperienziali sono rivolti a professionisti, aziende e realtà premium.

La forza di questo brand nasce dalla coesione di molteplici significati: il numero civico che dà forza e concretezza al naming, l’originalità del lettering che rende il marchio immediatamente memorabile e la versatilità grafica che permette al logo di vivere anche in forma contratta mantenendo assoluta riconoscibilità e unicità.
Il numero civico “28”, sviluppato con un gioco di pieni e vuoti che interpretano le regole della Gestalt, può inoltre diventare un elemento architettonico e decorativo all’interno della location, rafforzando la consistency del brand e diventando l’elemento distintivo che renderà Gustavo 28 un punto di riferimento nel contesto degli eventi privati.

Il connubio tra industriale e classico, tra elementi separati e strutture unite, tra forme esili e volumi solidi costituisce l’essenza del logo e dell’intera identità visiva, mantenendo il progetto su un livello qualitativo elevato e perfettamente in linea con il contesto sofisticato di Porta Venezia, distinguendosi però con eleganza e con un tone of voice contemporaneo e gentile.

Tra le esperienze proposte, la mixology rappresenta uno degli elementi più distintivi del brand.
Cocktail, strumenti e dettagli scenografici diventano parte integrante dell’identità visiva, contribuendo a costruire un’atmosfera contemporanea, elegante e immersiva. In questo contesto il marchio si estende anche agli strumenti utilizzati durante l’esperienza, trasformandosi in un segno riconoscibile capace di rafforzare la presenza del brand all’interno dello spazio e delle attività proposte.

ViviVerdeTurismo.it

ViviVerdeTurismo è un hub online di esperienze, consigli, percorsi e servizi dedicati al turismo che desidera vivere esperienze a contatto con la natura nell’entroterra sardo. Il concept di questa identità parte da un’idea di versatilità e memorabilità, poiché è importante che il logo venga ricordato e sia ben leggibile nonostante la complessità del significante, e che venga immediatamente riconosciuto anche quando è utilizzato come watermark in video promozionali o reels fruiti sui social media.
La semplicità e la staticità con cui è stato composto il logo vengono subito movimentate dall’idea intrinseca nel simbolo sopra, un cervo stilizzato che salta il logotipo stesso, creando un incredibile dinamismo anche in una composizione a epigrafe. La posizione anatomica del cervo indica il momento esatto del salto in cui si prepara all’atterraggio, nell’apice del balzo in cui la forza di inerzia e quella di gravità si annullano a vicenda.

Il marchio risulta fresco e adatto a un target variegato, esperto e appassionato oppure semplicemente curioso, amante delle passeggiate domenicali, che desidera magari staccare dalla vita quotidiana e vivere un’esperienza a contatto con la natura.
I colori suggeriscono un contesto naturale e wild, il verde è richiamato dal nome stesso e viene declinato in tonalità intense che rimandano ai boschi e ai monti e a un accento da usare nel digitale per la Call To Action, mentre il beige lo controbilancia creando un insieme molto materico e rilassante e richiamando le rocce e la sabbia. A questa brand identity viene accostato il Raleway, un font dal tone of voice pulito e chiaro, ma non eccessivamente rigido.
Il simbolo del cervo, seppur apparentemente spontaneo, è in realtà il risultato di razionali geometrici che lo rendono strutturalmente solido ed efficace, in simbiosi con l’utilizzo di un font sans serif molto leggibile anche a dimensioni ridotte.

Il brand è facilmente declinabile anche in un contesto più ampio, estendendosi in settori adiacenti al trekking e al turismo fino ad arrivare a canali più mainstream e scalabili. A seconda dell’applicazione può adagiarsi facilmente in una visione più sportiva e tecnica delle attività legate alla natura.
Come watermark in un video il logo si esprime al meglio, amplificando la sua memorabilità, giustificando il dinamismo dei movimenti di camera e qualificando in positivo qualsiasi contenuto, rendendolo distintivo e autentico. La semplicità del marchio lo rende adattabile a qualsiasi utilizzo grazie al minimalismo degli elementi che lo compongono, diventando facilmente applicabile a gadget e asset grafici.

Midora Atelier, Curated for Chefs

Midora Atelier è una realtà milanese che seleziona e distribuisce ingredienti gastronomici d’eccellenza per la ristorazione contemporanea. Un atelier di ricerca che affianca gli chef nella scelta delle materie prime, trasformando la fornitura in collaborazione e cura quotidiana.
Per questo motivo è stato creato un lettering che, ispirandosi agli elementi architettonici del magazzino in cui sorge l’attività, contrappone una rigidità strutturale a un payoff artistico che rimanda alle decorazioni della cucina gourmet, rivolgendosi ai propri clienti con una linea seria e artisticamente efficace.

Le cromie sono semplici ma molto decise, un antracite viene accostato a un rosso carminio che sottolinea l’accento eclettico del brand. La tipografia è invece una combinazione di due font, un serif per i titoli e i testi di rilievo e un sans serif per i paragrafi e le descrizioni. Entrambi sono font decisi e chiari, il secondo rimane leggibile anche a dimensioni ridotte, favorendone un utilizzo nei packaging di prodotto.
La struttura del logo si divide in due parti, la prima Midora è rigida e segue una griglia regolare, giocando con l’alternanza di due spessori nelle lettere in modo da rendere il marchio distintivo e memorabile, il payoff Atelier invece compensa con un tratto estemporaneo e manuale, comunicando una sensibilità umana dietro la scelta del catalogo prodotti.
La spontaneità del tratto hand written diventa quasi una firma che certifica la qualità e la serietà del brand.

Al marchio è stato poi abbinato uno stile illustrativo che ricorda il tratto a china e che può diventare un ulteriore elemento distintivo per caratterizzare maggiormente il packaging aziendale.
Lo stile di Midora Atelier diventa unico, originale, forte ed estremamente lussuoso, rendendo questo progetto contemporaneo e molto efficace.

I prodotti che tratta sono di altissimo livello e vengono promossi come beni di lusso. Tra questi ci sono il caviale, le acciughe, il polpo spagnolo e il tartufo. Il logo deve subito posizionarti in questa ristretta fetta di mercato, comunicando con un tono di voce luxury ed elegante.
Il logo si colloca bene in un immaginario di cucina d’alta classe, suggerendo una linea molto originale e memorabile.

Emigrazione Sarda nel Centro Italia

Lo Spazio Narrativo, grazie al patrocinio di Regione Sardegna e Regione Toscana, racconta la pastorizia sarda come interazione tra uomo, animali e territorio, attraverso un percorso che offre un’esperienza visiva, sonora e tattile nel museo della Tenuta Sovignano in Toscana. L’emigrazione dei primi pastori sardi nel Centro-Sud della penisola risale agli anni ’60. Le famiglie emigrate investono prettamente nel settore ovino, sviluppando un sistema comunitario parallelo che ha sempre mantenuto un forte legame con l’Isola, anche grazie ai numerosi circoli sardi diffusi in tutta Italia.

L’esposizione mette a disposizione del pubblico un archivio di documentazione storica, supportato da materiali multimediali e arricchito dalla presenza di alcune opere di importanti artisti, tra cui Maria Lai. Il progetto si sviluppa attorno a una precisa chiave narrativa, ovvero la pastorizia sarda esportata nei territori toscani, che ha tessuto le trame su cui questo settore si è rafforzato ed è presente ancora oggi. L’elemento emblematico della pastorizia sarda è la pecora, in particolare la razza ovina sarda. Il progetto parte quindi dallo studio di una stilizzazione che unisce astrazione visiva e concettuale. Analizzando l’animale, sono state identificate le caratteristiche distintive, sintetizzate in una forma essenziale che richiama una ricerca già avviata in passato anche dal designer Stefano Asili, ma che prosegue nella direzione di una sintesi visiva più artistica ispirata alla modularità delle opere di Maria Lai.

L’icona della pecora diventa così un elemento che acquista forza nella sua moltitudine, proprio come un gregge, creando un pattern che richiama l’arte decorativa sarda ricodificata in chiave contemporanea. I colori supportano una lettura storicizzante che valorizza il significato del materiale esposto, sfruttando tre tonalità che si completano e si armonizzano anche utilizzate nelle diverse combinazioni. Il simbolo della pecora, iterato nel gregge, rende il logo dinamico ed estremamente versatile, valorizzando il soggetto senza cadere in visioni stereotipate dell’argomento.

Grazie al Design System, tutto il materiale visivo è presentato in modo uniforme, creando coerenza grafica e integrando elementi eterogenei in una visione armonica e consistente. I pannelli grafici aiutano a contestualizzare il materiale fotografico e video, mantenendo un’indipendenza stilistica che non sovrasta l’esposizione dei contenuti.

Loddo Bistrò, SP27

Loddo Bistrò è un piccolo bistrot/pizzeria situato nei pressi del Lago Omodeo, lungo la Strada Provinciale 27.
Da qui si può ammirare uno dei panorami più belli del lago, magari gustando un aperitivo sulla terrazza del locale.
I suoi interni conservano ancora uno stile risalente al dopoguerra, ma arricchito dai proprietari con innesti decorativi caratterizzati da trame naturalistiche e un arredamento che si mescola con elementi industriali.
L’elemento più presente nelle carte da parati è un pattern che raffigura una pianta di fico. Questo motivo presenta colori suggestivi, che si inseriscono in contrasto con l’architettura e con gli arredi, caratterizzati da forme squadrate e regolari in stile industriale.
L’identità visiva di questo progetto mira a unire i vari elementi, che al momento risultano quasi casuali, costruendo uno storytelling coerente. L’obiettivo è racchiudere in sé la regolarità architettonica, il valore naturalistico dell’ambiente circostante e l’estro degli interni.

Ecco così che la foglia di fico diventa la chiave del concept. Simbolicamente rappresenta fertilità, prosperità e abbondanza e, abbinata a dei colori caldi, creano un richiamo quasi tropicale esaltando il panorama che da sul Lago Omodeo. Il Google Font Geologica conferisce un tono moderno e minimalista che, combinato con la vivacità illustrativa delle trame naturalistiche, crea un equilibrio visivo e definisce una combinazione contemporanea.
La foglia di fico nel mondo dell’arte è spesso utilizzata anche come elemento per coprire le intimità. Non è il caso della Venere di Botticelli, dove però in una stampa creata ad hoc è stata aggiunta in maniera provocatoria per vivacizzare il tono di voce del brand e creare consistenza visiva col marchio.

L’accostamento tra il pattern e gli elementi della brand identity, con la morbidezza e la sinuosità dell’icona, crea un insieme suggestivo, fresco, che racchiude in sé eleganza visiva e semplicità formale. È la stessa sensazione che si prova andando in questo bellissimo posto in una giornata d’estate, quando il sole batte allo zenit e la solidità dei solidi muri di basalto offrono una fresca zona d’ombra, punto di ristoro fisico e mentale per il cliente che nel mentre può pregustare le bellissime composizioni culinarie.

Il marchietto diventa un elemento altamente distintivo che, nella sua unicità, rafforza l’identità del brand.
Loddo Bistrò acquisisce una nuova identità più versatile, capace di unire tutti gli asset visivi in un’immagine forte e riconoscibile, che esalta la qualità del servizio e la raffinatezza dei suoi prodotti. I colori e gli elementi grafici si alternano perfettamente generando un contesto dinamico che rende l’idea di un ambiente accogliente, da scoprire, e che al contempo suggerisca una buona qualità nel servizio offerto e nei prodotti, ricercati e proposti a prezzi accessibili.

Khora, olio Arimani

La Chora nell’Antica Grecia era il territorio che circondava le polis, un luogo dove venivano coltivati i campi e prodotti i materiali per la vita della città-stato. Nella filosofia greca era anche il luogo di incontro tra le idee e la realtà, uno spazio dove vi era la continua trasformazione dell’energia vitale.
Il nome Khora si ispira a questi due significati, al concetto filosofico e ancor di più a quello fisico, in quanto geograficamente i terreni agricoli dell’azienda si trovano subito al di fuori del centro abitato di Arzachena.

La stilizzazione delle lettere ricorda sia all’antico alfabeto sardo che a quello greco. Il taglio dorato, ispirato al Kintsugi giapponese, invece, ricalca il profilo delle montagne rocciose che si vedono dai terreni agricoli dell’azienda.
La lettera K è molto caratterizzante, ribaltata diventa la lettera R semplificando la sinergia visiva del logo, e può essere utilizzata come marchietto.
Nella Brand Identity è stato inserito il Cambay Devanagari, un font elegante, minimalista e di facile lettura che ben si accosta con le forme essenziali del logo e presenta una buona musicalità.

La palette cromatica ricorda la porpora e lo smeraldo, due colori che abbinati all’oro creano un sistema elegante ed equilibrato, esaltando la sobrietà del logo come se fosse un gioiello da esporre. La vivacità dell’identità visiva, invece, è data dall’abbondanza di tonalità presenti negli accostamenti pittorici realizzati con l’Intelligenza Artificiale. Gli sfondi con colori piatti si abbinano molto bene anche a foto rappresentative leggermente trattate per legare meglio in una comunicazione più sobria e istituzionale.

Arimani è il primo olio di varietà Bosana prodotto dall’azienda, in gallurese significa “ieri”, proprio per raccontare la lunga storia temporale che attraversa questi uliveti. La bottiglia presenta due versioni, una con colori caldi e un’alternativa con colori freddi.
Con l’ausilio dell’intelligenza artificiale sono state create una serie di illustrazioni ausiliarie da poter sfruttare nei diversi canali di comunicazione. Oltre alla tavola pittorica utilizzata nel packaging, una della illustrazioni più significative rappresenta l’incontro tra due generazioni proprio nei terreni dove sorgono gli uliveti. In lontananza si può scorgere Arzachena e il profilo dei monti sopra di essa.