Immagine coordinata

Elited, yachts new life

Elited è uno spin-off di Elica Yacht, un’azienda con un’ampia esperienza nella compravendita di imbarcazioni di lusso. Il nuovo brand è rivolto a un mercato B2B e abbraccia la commercializzazione dell’usato. Il concept deve quindi staccarsi dalla azienda madre e offrire un’idea di mercato pur sempre esclusivo.
La stilizzazione della lettera “e” ha diverse interpretazioni possibili, in primis l’idea di rinascita, di nuova vita, seguendo la linea orientale del tempo, a spirale. Il secondo concetto espresso è l’azione suggerita dal naming stesso, “elited”, che suggerisce un processo di rivalutazione o di certificazione dell’imbarcazione proposta, quasi come marchiandola, infine c’è la rappresentazione di una cima marinara.
Il logo assume un contrasto stilistico tra il simbolo e il logotipo inferiore, avvicinando il valore emotivo a quella tecnico.
I colori selezionati richiamano un settore più romantico rispetto all’azienda madre, evocando in qualche modo l’ambiente nautico ma distinguendosi e variando il target di riferimento.

La composizione centrale viene resa viva grazie all’inclinazione di 25 gradi dell’asse centrale che genera la spirale con cui si genera la “e”. Tutti gli elementi derivano da una griglia regolare che attribuiscono all’insieme una coesione nelle proporzioni visive.

L’impostazione del logo ne consente un utilizzo scalabile anche in una comunicazione più emotiva, con l’utilizzo di flat colors per usare un tono di voce più industrial.
Il logo decontestualizzato risulta molto pubblicitario, con una forza comunicativa notevole ed una freschezza adatta sia a una grafica tradizionale che a un design più flat.

Gedama, strategie di business (Arbus)

La mission era creare un logo adatto al vasto business della consulenza marketing, che partisse, però, da un concept in qualche modo legato al territorio di appartenenza, il comune di Arbus. Il nome Gedama deriva dalla fusione delle iniziali dei nomi dei 3 soci fondatori (una ragazza e 2 ragazzi).
Questa tripartizione è stata utilizzata per ottenere l’accostamento di 3 elementi complementari, differenti stilisticamente, ma che nell’insieme rappresentassero una coesione. In questo modo si è ottenuta una semplificazione del marchio, eliminando qualsiasi elemento grafico ridondante e lavorando sul lettering.
La sillaba “Ge”, oltre ad avere un tratto più delicato (in quanto rappresenta la ragazza), evoca il concetto di natura; “da”, invece si rifà alle strutture abbandonate delle miniere; infine “ma” è pensato per ricordare gli stili architettonici del posto.
I colori e gli stili rappresentano i 3 punti forza del territorio: la natura, il carbone fossile e l’architettura tipica dei villaggi dei minatori.

Polo Museale Antonio Gramsci (concorso di idee)

La rosa è viva certamente.
Dopo la neve fiorirà.

Il concept dell’immagine coordinata si ispira all’idea di modularità e moltitudine. Le linee verticali evocano le sbarre del carcere, parte integrante della vita di Gramsci, ma anche i vari elementi che comporranno il polo museale.
La palette cromatica, oltre a citare i colori politici del contesto storico, riprendono il basalto e il colore della carta ossidata. Per la tipografia viene utilizzato un font moderno ma versatile, nel logo utilizzato in una variante italic per comunicare il l’idea di scrittura dinamica.
Il marchio si presta per essere utilizzato anche come pattern decorativo, rafforzando la consistency di una comunicazione così necessariamente variegata.
Purtroppo questa proposta di design non ha potuto partecipare al concorso di idee per un disguido tecnico in fase di caricamento.

Talis, guided tours for everyone

Talis offre servizi di guida turistica in ambito storico e culturale. Le visite sono organizzate in italiano, in tedesco e in inglese, ma soprattutto in lingua dei segni (LIS), offrendo un’esperienza adatta a qualsiasi tipo di utenza, anche con deficit all’udito senza bisogno di un interprete, o con deficit alla vista grazie all’ausilio di modellini 3D.

La mano è lo strumento sia per esplorare che per comunicare in LIS. Il logo ha due distinte fasi di lettura, nella prima si apprezza il legame stilistico tra gli elementi del logotipo e del pittogramma, soprattutto la lettera “I” e la “L”, nella seconda si comprende il significato visivo, ovvero il gesto dell’esplorazione tattile della parola “talis”.

Il concept vuole includere i punti di forza di Talis, l’esperienza tattile, l’utilizzo di modellini e la comunicazione con il linguaggio dei segni, così come il significante della parola “talis” comprende le parole tattile e LIS, una combinazione che rafforza ancora di più il marchio e raggiunge con facilità il target a cui si riferisce.

La palette cromatica è una coppia di tonalità che mantiene il contrasto caldo/freddo, ovvero mano che esplora e oggetto da esplorare, o ancora mano che spiega e soggetto della spiegazione. A essa è stato accostato un font che appartiene al mondo delle app, il San Francisco, utilizzato dai principali social. La combinazione risulta così ben bilanciata e scorrevole.

Il logotipo è un’evoluzione studiata del font San Francisco, sebbene le lettere siano state addolcite per renderlo più sinuoso, per avere un impatto più minimal e, soprattutto, per una lettura estremamente musicale, che lo lega in modo naturale con il pittogramma sopra. Il logo si presta molto bene a diversi usi, sia su fondi piatti che su sfondi fotografici e anche su una stampa a impressione, dove la lettura, sia tattile che visiva, rimane chiara e distinta.

Gianni Forteleoni, film and story editor

Gianni Forteleoni è un professionista nel mondo del cinema.
Il sua lavoro è aiutare produttori, registi, agenzie e autori a trovare la forma migliore per raccontare le loro storie attraverso la pellicola.
Il concept racconta in maniera astratta il meccanismo di realizzazione di una pellicola cinematografica, partendo dall’intreccio narrativo delle varie linee temporali, incrociandole fino ad avvolgerle nel prodotto finale: il film.
La sintesi visiva sintetizza anche il contesto tecnologico in cui si lavora durante la produzione cinematografica, l’utilizzo di programmi di editing che ragionano con i frames temporali.
La ricerca cromatica invece vuole avere due interpretazioni distinte in modo da dividere la brand identity in due professionalità distinte, il film maker e il film editor, definite con due approcci differenti, uno più emozionale e l’altro più tecnico.

L’interessante portfolio di Gianni Forteleoni potrete trovalo nel suo sito internet www.gianniforteleoni.com.

Kadorì, your fashion key

Kadorì è un brand sardo che realizza dei kimono casual di varie stoffe e fantasie.
Il brand si esprime con un mood elegante ma anche fresco e leggero, per questo al marchietto della K è stato accostato un font affermato da tempo nel mondo della moda: il Didot.
La K è stata ideata per contenere al suo interno una stilizzazione astratta di un chiave (in orizzontale), il payoff “Your Fashion Key”, infatti, gioca sul doppio significato di “key” (lettera k e chiave).
La palette è volutamente neutra per poter essere utilizzata con accostamenti cromatici talvolta bizzarri, che esaltà la fantasia delle stoffe rendendole le vere protagoniste di questa identità visiva, con il marchio che diventa un sigillo di garanzia imparziale e sobrio.
Con il modulo del marchietto è stato realizzato un pattern elegante da utilizzare come elemento riempitivo nelle grafiche della comunicazione. Il Google Font Montserrat è stato abbinato come carattere primario nei testi e nei contenuti più corposi.
L’elemento del marchio stesso può divenire un supporto e un contenitore per mostrare le fantasie dei tessuti utilizzati nei kimono del brand.

Le Parrucchiere, Cagliari Hairstyle Salon

Le Parrucchiere è un salone dedicato alla bellezza dei capelli. Si tratta di uno studio di tre professioniste e altri aiutanti che offrono dei servizi di hairstyle sia classici che con diverse derive stilistiche. Il concept ruota attorno alla figura delle tre “parrucchiere” che diventano l’elemento caratterizzante del salone.

Il logo è estremamente elegante, con un naming diretto e molto esplicito che richiama un tono di voce altrettanto chiaro e limpido. Il lettering regolare ricorda un marchio di alta moda, vivacizzato dalle tre icone (in movimento) che rappresentano i pettini, gli strumenti emblematici di questo mestiere.
Lo studio cromatico è una rielaborazione che nasce dalle tinte in uso attualmente nel salone, soprattutto dal rosa, presente in alcune pareti, a cui è stato accostato un complementare più freddo e scuro, che bilancia la palette in maniera quasi naturale, offrendo delle tonalità pastello, chiare ed equilibrate.

L’applicazione del logo e del marchio funziona molto bene su superfici piatte, con un ampio margine di rispetto intorno al logo, una necessità di respiro suggerita anche dalla composizione stessa del logotipo che termina infatti con due trattini di gusto leggermente retrò.

Il logo si presta a un utilizzo sia elegante che più underground, con un linguaggio più fresco, rivolto magari a un target giovanile, offrendo delle soluzioni pop ma senza perdere riconoscibilità.

Creazione di un pattern grafico per Aimat2021

Studio di un pattern grafico che s sviluppi negli ambienti in vari formati per creare un richiamo forte, coerente e continuativo con il logo dell’evento AIMAT 2021 che si svolgerà a Cagliari.
Il pattern si presta a essere utilizzato in vari formati anche molto estremi senza perdere di consistency.
Il logo di di AIMAT 2021 è stato alleggerito e allineato alle spaziature del pattern per risultare più inserito nel contesto.
Il pattern ottenuto può anche essere usato come elemento riempitivo o per esporre i vari prodotti presenti.
Le due versioni positiva/negativa funzionano bene anche in maniera complementare, seguendo un utilizzo alternato.

Enrico Angioni, monogramma

Il concept è ottenuto dall’astrazione del monogramma EA, seguendo un processo di sintesi che si discosta dal significante generando un simbolo autonomo, con un nuovo significato.
Il marchietto è un’astrazione degli elementi significativi del business finanziario, il legame, il denaro virtuale e la stretta di mano.
Il marchio ottenuto è stato accostato a un lettering più vicino all’ambiente delle startup, utilizzando il San Francisco, il font ufficiale della maggior parte delle app social. Il logo ottenuto è scalabile e responsive, facilmente adattabile a qualsiasi layout.

Gabbi, building solutions

Gabbi è una impresa edile multidisciplinare che vuole espandere il suo mercato a livello internazionale. Per questo motivo è stato indispensabile creare un brand semplice e immediato, alla stregua dei grandi brand di mercato. Le sue peculiarità aziendali sono il pragmatismo e la cura del dettaglio.
Il concept ruota a intorno due elementi speculari che presentano varie chiavi di lettura. L’effetto rotatorio evidenza la cura del dettaglio e il focus, metre i 2 rombi rappresentano due pareti, il pragmatismo nella costruzione. Al marchio è stato abbinato un logotipo in linea con lo stile “industrial” del concept.
I colori indicati in fase di brief sono un’antracite scura e un giallo traffico. A questi 2 pantoni è stato aggiunto il bianco che funge da ausiliare neutro. Il pattern creato dal ripetersi dei 2 rombi evoca i nastri utilizzati per delimitare i cantieri.
Il marchio ha delle forme molto semplici e basiche ma che creano un insieme dinamico e simmetrico. La similitudine con varie fasi del lavoro in cantiere sono tante; questa è la vera forza di questo marchio, una forma semplice che ha tante interpretazioni tutte inerenti.