Logo & brand identity

Istentu, winebar senza tempo

S’istentu in lingua sarda è l’attesa, il riposo, il momento in cui ci si può rilassare dimenticandosi del tempo che passa. Nello stendardo del comune di Neoneli è presente, tra le altre cose, il simbolo della clessidra, quasi a rappresentare un luogo che ha visto tanti racconti susseguirsi nei secoli. Istentu sarà un winebar che sorgerà proprio dove era storicamente presente il bar del paese, l’unico, un luogo di ritrovo per intere generazioni di paesani e forestieri che lì trovavano ristoro prima di proseguire il viaggio verso l’interno dell’Isola.

Il concept si sviluppa intorno a un font disegnato su misura, che tra le sue lettere nasconde il simbolo della clessidra. Le curve e lo stile hanno un gusto vagamente retrò, proprio per creare quelle sensazioni di autenticità e di importanza storica. Il simbolo della clessidra può essere usato come marchio autonomo per avere una versione ristretta del brand. La brand identity si sviluppa intorno a un blu notte e a un dorato sbiadito, formando una palette cromatica che ancora una volta rimanda a un mood vintage e molto raffinato. Il font abbinato al logotipo e utilizzato sia nel payoff che nella comunicazione è il Gotham, una famiglia molto elegante e regolare che permette un tono di voce sobrio e molto leggibile. Con il marchietto è possibile creare un pattern decorativo da usare come elemento riempitivo nella comunicazione o nella decorazione del locale. Lo stile ricorda le carte da tappezzeria molto diffuse a metà secolo scorso.

Illustrazioni per Il Risveglio

Il Risveglio è uno storico bar di Sorgono, aperto da oltre un secolo, nato negli anni in cui il paese rappresentava il capolinea della ferrovia che collegava il Mandrolisai a Cagliari. Ancora oggi il locale si affaccia su ciò che resta dell’antica stazione ferroviaria, testimonianza di un periodo in cui il treno ha rappresentato il motore dello sviluppo economico e sociale del territorio.

Il progetto illustrativo nasce proprio da questa eredità storica, riportando al centro il racconto della Ferrovia di Sorgono attraverso un linguaggio visivo ispirato alla grafica italiana dei primi del Novecento. Il restyling del logo, approfondito in un progetto dedicato (qui il link), costituisce il punto di partenza di un sistema d’identità più ampio, mentre in questo lavoro il focus è rivolto allo sviluppo dell’apparato illustrativo e delle sue applicazioni.

Le illustrazioni si ispirano ai manifesti futuristi e, in particolare, alle celebri cartoline realizzate da Fortunato Depero dedicate alle regioni italiane. Le forme geometriche, le prospettive dinamiche e il tratto illustrato trasformano la storia della ferrovia in un racconto contemporaneo, capace di evocare il fascino del viaggio, del progresso e della Sardegna di inizio secolo.

Su questa linea sono state sviluppate tre etichette da collezione dedicate ai prodotti del locale. Carbone racconta il lavoro, la fatica e l’energia che hanno accompagnato la vita attorno alla ferrovia. 1921 rende omaggio all’anno in cui David Herbert Lawrence arrivò in Sardegna, immortalando un’isola autentica e ancora profondamente legata alle proprie tradizioni. Vapore, dedicata all’acquavite, rielabora la spirale degli alambicchi tradizionali trasformandola in un pattern grafico che richiama il movimento e la forza del vapore.
L’etichetta 1921, diventata poi Ventuno poi ha subito un restyling che omaggia gli scritti di David Herbert Lawrence.

Il progetto si completa con il packaging di una miscela di caffè selezionata dal bar. L’illustrazione raffigura il ponte ferroviario di Sorgono, reinterpretato attraverso l’estetica futurista e accostato simbolicamente all’immaginario dell’Orient Express, rafforzando il tema del viaggio come elemento identitario dell’intera comunicazione.

Ghennas, Terra dei centenari

Ghennas è una parola che ha origini antichissime. Oggi si trova in diversi toponimi delle zone più interne della Sardegna identificando le aree montanare e i passi che conducono da un versante all’altro dei massicci montuosi dell’Isola. In alcuni casi viene trovata questa parola o un suo derivato per identificare il complesso montuoso stesso, come nel caso del Gennargentu. In alcuni dialetti della lingua sarda sostituisce la parola “ienna” ovvero porta o passaggio.
Ghennas si rivolge ad un target internazionale che propone carni prodotte da allevamenti allo stato brado su diversi territori incontaminati delle fasce centrali. La Sardegna è famosa in tutto il mondo per far parte delle cinque Blue Zone piazzandosi al secondo posto nella classifica mondiale per aver la maggior presenza di centenari per abitanti. Il marchio vuole promuovere i valori di benessere, longevità, genuinità, naturalezza e autenticità. I colori richiamano infatti la terra e la natura, distaccandosi dal colore della carne ed enfatizzando invece il luogo in cui le mandrie vengono allevate.

Il profilo montuoso presente nel marchio è una riproduzione stilizzata dello scorcio di Perda Liana, un monte nell’entroterra sardo, considerato sacro fin da tempi immemori che svetta su tutto il territorio circostante diventando un punto di riferimento.
Il font selezionato per i contenuti testuali è la versione di Google Font del Garamond, un font solido, graziato e austero, utile per dare autorevolezza e tradizionalità.

Ciò che questo brand vuole raccontare è che le mandrie da cui vengono selezionati i prodotti sono allevate nelle praterie incontaminate del centro Sardegna, una terra selvaggia, impervia e genuina, e che la carne venduta è la stessa che mangiano gli abitanti di queste terre, riconosciute in tutto il mondo per la loro longevità. La natura, l’autenticità e il benessere diventano quindi le parole chiave di questo brand che nella sua linea utilizzerà packaging completamente plastic free e biodegradabili. Il marchio che racchiude in sé una storia antica, dei paesaggi puri e selvaggi per portare ai propri clienti l’autenticità e la genuinità di una delle terre più longeve al mondo.

Cantine Su Pranu

Storicamente Sorgono è sempre stata il capoluogo del Mandrolisai (“capilogu” in sardo), e ha attraversato tutti i periodi storici e le dominazioni straniere che ha subito l’Isola. Questo progetto grafico vuole omaggiare la cittadina gratificandola con l’importanza storica che ha sempre avuto questo luogo.

Il logo di Cantine Su Pranu, in primis, adotta uno stile aurico, diventando un sigillo che accompagna il design system verso i vari prodotti della cantina fino ai loro vini principali, i “Capilogu” Mandrolisai DOC e Superiore. Nel badge (coccarda), troviamo la corona stilizzata e il profilo dei monti che si vedono dalla vallata di Su Pranu, località in cui sorgono le vigne.
La stilizzazione della corona ricorda in qualche modo il momento di gloria della Sardegna, ovvero il periodo giudicale, un’era di indipendenza e benessere economico.

Gli elementi architettonici presenti soprattutto nelle chiese della cittadina sono strettamente legati alla figura del rombo e del rettangolo, delle forme emblematiche del medioevale sardo. In particolare possiamo distinguere i merletti del santuario di San Mauro e le balaustre del campanile della chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta. Da questi elementi prendono vita il logo, le trame e tutti i dettagli della brand identity.

La palette cromatica non poteva che rifarsi ai bellissimi colori del costume sardo tradizionale femminile di Sorgono: nero, rosso, verde e dorato.

Tra gli elementi che contraddistinguono questo brand i pattern racchiudono in se tutti gli elementi grafici selezionati; il primo ricorda un mosaico, o una tela sarda, giocando di fatto con i diversi focus visivi suggeriti dai differenti colori che in maniera quasi casuale brillano come delle gemme incastonate richiamando lo sguardo. Il secondo riprende le linee dei colli che sono rappresentati nel logo, formando quasi una tessitura che riprende anche i profili delle vigne sui colli del Mandrolisai. L’intero concept si appoggia quindi sul contrasto, morbido/duro, naturale/architettonico etc..

La fustella di tutte le etichette ha un taglio originale che, inserite su una Bordolese a spalla larga, danno slancio alle bottiglie distinguendosi negli scaffali. La stampa dei colori oro, rosso e verde sono su dei pantoni metallici in modo da creare dei suggestivi giochi di luce nella bottiglia.

Il Botteghino h24

Il Botteghino h24 è un’attività di Sorgono che nasce come evoluzione contemporanea di uno storico botteghino di famiglia, trasformato in un punto ristoro automatico aperto a tutte le ore del giorno.
L’identità è stata progettata per trasmettere leggerezza e semplicità, trasformando un servizio funzionale in un’esperienza più accogliente e riconoscibile.

Lo stile si sviluppa in continuità con il vecchio Botteghino di famiglia. Alcuni elementi grafici dello storico esercizio sono stati reinterpretati in chiave contemporanea, mantenendo vivo il legame con l’attività del nonno. Anche la palette cromatica nasce dall’incontro tra i colori della bottega originale e quelli dell’edificio che oggi ospita il nuovo punto vendita.
Per caratterizzare gli ambienti è stato sviluppato un pattern a bande verticali che riprende i colori del marchio. L’ispirazione arriva dalle atmosfere vivaci delle località balneari californiane degli anni Sessanta, contribuendo a creare un’esperienza coerente tra comunicazione e spazio fisico.

Al centro dell’identità trova posto una “B” morbida e sinuosa che richiama lo stile vintage pop in voga qualche decennio fa, diventando un elemento distintivo e facilmente riconoscibile.
Il lettering è stato sviluppato partendo da un carattere esistente, successivamente modificato per ottenere forme più morbide e giocose. L’obiettivo era trovare un equilibrio tra personalità e leggibilità, garantendo una lettura rapida anche a distanza o per chi osserva il punto vendita transitando in automobile.

L’insegna ondulata, il marchio bifacciale e il sistema cromatico contribuiscono a rendere Il Botteghino h24 una presenza fresca e contemporanea, capace di attirare lo sguardo e stuzzicare i passanti in qualsiasi momento della giornata.

Luna Noa

Ideazione del nome e realizzazione della brand identity per una azienda olearia di Villanova Franca.
Il nome “luna noa” deriva da una ricerca storica sul territorio; l’importantissimo nuraghe Su Mulinu, infatti, è stato per secoli utilizzato da diverse antiche civiltà come un santuario per il culto della Luna Crescente, protettrice del fiume (Flumini Mannu) e dei raccolti della valle circostante.

La parola “noa”, oltre a significare crescente nelle fasi lunari, richiama il nome del paese Villanova, in sardo Biddanoa.
Le fasi lunari, inoltre, determinano l’alternarsi delle diverse stagioni agricole.

Lo studio del design comprende, in questo caso, la creazione del font, utilizzato anche per la composizione del marchio e di un pattern decorativo.

PosaBetonella.com

Il progetto nasce da un segno semplice, ma riconoscibile. Il logotipo di PosaBetonella prende forma da un’idea visiva immediata, una superficie modulare che richiama la posa delle pavimentazioni e ne traduce il linguaggio in un elemento grafico distintivo. La composizione lavora su equilibrio e ritmo, con un lettering rifinito rispetto al font originale che si appoggia sulla posa stilizzata rafforzandone la prospettiva.
La rappresentazione grafica delle betonelle richiama i classici sanpietrini e, abbinata al logotipo che taglia verticalmente la composizione, crea uno scorcio offrendo una chiave di lettura immediata. Il tono di voce è fresco e diretto, collocando il brand in un territorio a metà tra bricolage ed edilizia.

Il sistema visivo si estende alle applicazioni, integrando il prodotto reale nel segno grafico. La forma delle betonelle, rappresentate iconograficamente, evoca una freccia che introduce dinamicità al marchio e ne consente un utilizzo più espressivo.
La palette colori è essenziale e funzionale. Il nero e i grigi definiscono una base solida e tecnica, mentre l’arancione introduce un accento energetico che rimanda a itaco.it, portale padre di questo sub brand. Una scelta calibrata, pensata per distinguersi mantenendo un approccio tecnico e progettuale, perfettamente coerente con il settore di riferimento.

La tipografia, con Inter Tight, accompagna il sistema garantendo leggibilità e un tono professionale ma accessibile. Si tratta di un font variabile di Google Fonts, progettato per offrire flessibilità e controllo tipografico, versatile per l’impiego nel web, canale principale in cui si muoverà questo nuovo brand.
La costruzione prospettica del logo introduce un livello ulteriore di lettura, trasformando il segno in uno spazio progettuale che si sviluppa in profondità.
Il principale obiettivo del progetto era ottenere memorabilità e facilità di lettura. Il marchio si distingue per la sua pulizia e per una semplicità progettuale che non rinuncia al carattere. Le forme essenziali e il segno chiaro costruiscono un’identità contemporanea, minimale e scalabile, capace di comunicare in modo diretto e immediato e diventare la chiave giusta per l’utilizzo in una landingpage promozionale.

Tenute Monte Onigu, Antichi Valori della Terra

Monte Onigu è una collina nel territorio di Masullas, poco distante dal centro abitato e non lontano dal Monte Arci.
Questo territorio è ed è stato preziosissimo per il numero e la varietà di minerali che si astraevano nelle varie miniere sparse nel territorio. Monte Onigu era una di queste.
Le tenute di Priamo (In sardo Pillimeddu) si sviluppano in questo monte, dalla sua terra nascono dei vini particolari e un olio extravergine d’oliva di qualità.

La linea dei vini gioca sull’accostamento tra le pietre preziose estratte dalle miniere del territorio e di altre miniere poco distanti, e i prodotti agricoli della terra. Nel logo sono presenti 2 picconi incrociati e un grappolo d’uva stilizzato. I minerali selezionati per l’abbinamento ai prodotti sono l’Ossidiana, il Quarzo, il Diaspro, l’Agata, il Galena e il Blenda. Per ognuno di questi è stata ricavata una rappresentazione delle venature e una forma stilizzata della gemma.
I valori cromatici riprendono i colori dominanti dei minerali selezionati più l’aggiunta dell’oro per dare una nota elegante alle label di prodotto.

Un font graziato aggiunge eleganza e autorevolezza all’immagine coordinata che predilige una impaginazione a epigrafe per suggerire maggiore tradizionalità. Altri font bastoni saranno utilizzati per titoli e contenuti tecnici delle etichette, il Lemon e il Barlow.
La firma stilizzata di Pillimeddu verrà utilizzata per garantire autenticità ai prodotti delle tenute.

I vini risultano quasi complementari e in opposizione tra di loro, il bianco e il nero, l’Ossidiana e il Quarzo, gli uvaggi rossi e il Vermentino. L’olio extravergine d’oliva diventa un elemento prezioso come il Diaspro Verde, con le sue tonalità di verde acceso e i suoi giochi di luce. Completano la collana gli altri minerali, l’Agata per un Nuragus, il Blenda per il Bovale e il Galena per il Cannonau.

Chessa, barberia

Alberto Chessa è un barbiere qualificato con un salone nel cuore della Sardegna. Il suo stile e la sua esuberanza caratteriale danno un’impronta molto apprezzata anche ai tagli che offre ai suoi clienti. Le sue capacità sono riconosciute e il suo ventaglio di proposte è contraddistinto da un notevole background formativo.
Il logo è stato progettato per rompere gli schemi, in questo caso non vale neanche il principio sacro del web design “less is more” perché lo stile è il vero protagonista di questa identità visiva.

I colori sono ispirati all’arredamento del suo locale, scelto con cura da Alberto per rispecchiare la sua personalità. Il logo è completamente illustrativo. Richiama un forte ascendente anni 50′ o comunque retrò, ma anche con un tratto moderno molto vicino a quello utilizzato nei tattoo decorativi anni 90′, diventando un piacevole mix vagamente kitsch.

Un logo deve funzionare nel contesto in cui è inserito. Dev’essere appropriato e suggerire le peculiarità dell’attività e, mai come in questo caso, rompere gli schemi e essere distintivo.

Villa Vallebuia, San Gimignano

Villa Vallebuia è una splendida residenza circondata da vigne e boschi in una vallata nei pressi di San Gimignano, in Toscana. La villa si colloca tra i migliori resort di lusso italiani, e per questo l’identità visiva si allinea a standard precisi e consolidati per questo tipo di target. Il logo nasce da un richiamo tra la storicità del territorio e il contrasto con la modernità degli arredi.

San Gimignano è patrimonio Unesco per via del paesaggio architettonico rimasto quasi intatto dal medioevo e dal periodo delle Signorie, quando la città aveva un ruolo fondamentale accanto alla florida Firenze. Le architetture della villa, nata nel Seicento, rispecchiano lo stile delle autentiche residenze campestri di questa terra. La volta a botte ribassata contraddistingue gli ambienti interni del piano terra, mentre i piani superiori sono caratterizzati dal soffitto ligneo a travi.

I tre gigli ordinati attribuiscono al marchio una connotazione distinta, in linea con gli stemmi delle famiglie nobili, e le tonalità si muovono su una scala cromatica vicina al verde rame. Il marchietto si presta a essere utilizzato come elemento legante della brand identity, diventando in questo caso un pattern per l’immagine coordinata. Il motivo floreale inserito nel logo è una rivisitazione grafica dei tre gigli donati da Firenze a questo territorio, tuttora presenti nel gonfalone della città di San Gimignano.

Il giglio, o più probabilmente l’iris, è un simbolo utilizzato in diversi periodi storici e in diverse insegne araldiche sia in Francia sia in Italia, ma col tempo si è consolidato come elemento distintivo di Firenze e delle sue signorie. La molteplicità dei gigli simboleggia inoltre la disposizione fisica della residenza, circondata completamente dal verde. Il marchio diventa così un vero e proprio stemma, utilizzabile anche privo del payoff come sigillo della villa.

Nella brand identity è stato inserito un Google Font snello e slanciato, il Poppins, che contrasta il marchio e consolida molto bene il rapporto tra importanza storica e stile moderno, elemento chiave dell’identità visiva. Il logo Villa Vallebuia ha un tono di voce lussuoso e signorile, che esalta la storicità della struttura ma ne crea un’immagine in un contesto moderno, affine a un tipo di turismo abituato a un ambiente luxury.