Proposta di design

West Side Trails

La Costa Verde è forse il territorio più selvaggio e incontaminato di tutta la Sardegna. Il suo paesaggio varia passando dalla montagna al mare in pochi chilometri creando dei contrasti mozzafiato tra il verde dei boschi, l’azzurro limpido del mare e il colore caldo delle rocce.
La sua storia è antichissima, i primi abitanti dell’isola scelsero proprio questa terra per far nascere importanti insediamenti e poter sfruttare i preziosi minerali presenti nel suolo. West Side Trails offre escursioni guidate in quad e in e-bike su sentieri storico/naturalistici che attraversano l’interno boschivo, le vecchie miniere, le spiagge sabbiose e i promontori rocciosi.

Raccontare tutto questo con una brand identity che si rivolga a un target internazionale vuol dire riuscire a sintetizzare in poche parole, in pochi colori e in poche forme la geografia, la natura e la storia. Il nome West Side Trails offre fin da subito delle informazioni esplicite sulla posizione occidentale e sul settore escursionistico, occupando uno spazio finora libero nell’immaginario turistico territoriale, grazie all’utilizzo di tre key words facili e autoesplicative.
Il tratto intorno al logotipo evoca il lato ovest della Sardegna, ma ricorda chiaramente il profilo del carrello utilizzato per trasportare il carbone, diffusissimo nelle varie aree minerarie e diventato il simbolo più iconografico del territorio di Arbus.

Il marchio è stato costruito su delle guide orizzontali che danno armonia e ritmo alla lettura che viene poi tagliata nettamente dalla diagonale, creando uno slancio e un dinamismo molto adatto al contesto sportivo.
I colori non potevano che riprendere il verde intenso della macchia mediterranea e già citato appunto nel nome Costa Verde e il giallo acceso del sole che in questo versante tramonta sul mare, creando delle suggestioni cromatiche uniche quando si riflette sulle spiagge e sulle rocce.
Il tratto trapezoidale diventa invece un segno distintivo che evidenzia un contenuto tipografico, magari un claim pubblicitario, o come in questo caso una categoria di attività. La stessa forma può poi essere utilizzata per ritagliare le splendide immagini paesaggistiche, creando consistenza, unicità e dinamismo.

Per avere un tono di voce fresco e moderno, con un richiamo sportivo e che desse importanza all’aspetto tipografico è scelto il Figtree.
Il verde e il giallo si possono invertire facilmente tra fondo e contenuti, creando contrasti in positivo e in negativo che rimandano quei cromatismi che si possono ammirare sui promontori e sulle spiagge della Costa Verde.

La scelta di un nome formato da tre parole consente di potersi muovere su uno stile molto tipografico che gioca sulle dimensioni dei font e crea suggestioni grafiche di impatto. West Side Trails diventa così un vero e proprio brand, con cui marchiare i gadget, i diversi canali della comunicazione e gli strumenti aziendali. La chiave minimal del logo crea un effetto immediato nell’osservatore, imprimendo il marchio nella mente in maniera nitida.

La semplicità di un brand è la sua forza.

Andrea Altea, Contemporary Artist

Andrea Altea è un artista di arte contemporanea. La sua visione della vita e dell’arte si basa su un’idea di armonia e contrasto, gli opposti che si attraggono e interscambiano in una continua fusione tra le parti, raggiungendo il proprio equilibrio senza che l’uno prevalga sull’altro. L’arte di Altea si esprime nel tridimensionale, con delle opere che trovano il proprio spazio evolvendosi in diverse direzioni, spesso andando oltre i limiti esterni e interiori.
Il logo per questo motivo vuole essere continuativo in questa visione, senza invadere l’espressività dell’artista ma firmandola in maniera contestuale ed esterna stilisticamente, in modo da distinguersi nettamente senza fondersi nell’opera. La lettera R del nome prende vita diventando l’artista stesso che si prostra davanti alla sua arte, quasi devotamente, esprimendo un amore incondizionato.

I colori sono nettamente ispirati alle opere di Altea e riescono a unire le varie opere nella loro diversità. In maniera complementare nella tipografia è stato selezionato un Google Font moderno e lineare, il sans serif Raleway. Ecco quindi che l’intero concept prende vita legando le molteplici opere dell’artista, presentandole in maniera lineare e connessa.
Le lettere del nome utilizzano un font diverso dal Raleway mostrandosi pungenti e affilate ed evidenziando quindi il contrasto concettuale tra la lettera R scritta invece da Andrea Altea manualmente.

Le opere di Altea utilizzano infatti tanti materiali reali, spesso taglienti, freddi e pungenti che vengono poi assemblati con un tratto materico, diventando pura espressione artistica. Nella loro interezza sono ricche e ben dettagliate, per questo per essere apprezzate necessitano di ampi spazi di respiro. L’osservatore si prende delle pause cognitive tenendo la soglia dell’attenzione sempre variabile, aiutando così a tenere il visitatore coinvolto nella narrazione. Pulizia e disordine, morbidezza e durezza, in una parola contrasto. Questa è la chiave del concept di Andrea Altea e di conseguenza di questa Brand Identity.

La tipografia stessa prende spazio in diverse direzioni seguendo i vettori delle opere stesse. Le composizioni tra foto e spazi esaltano gli scatti delle opere leggermente post-prodotte allineando le tonalità scure con il colore bruno del marchio.

Rebranding Terrantiga

Terrantiga è la più grande produttrice di miele in Sardegna.
La sua attività procede con passione dal 1890 e su questo presupposto si basa il nuovo concept.

Il nuovo logo è la sintesi dei precedenti, rivisti con una carattere più storicizzante e romantico, dando maggiore importanza alla storia secolare della cooperativa e rinunciando al tratto “comic” che è stato adoperato finora sopratutto nel marchio e in alcune linee di prodotto. Permane, invece, il richiamo ai 4 mori e la stilizzazione, seppur diversa, delle api.

La versione proposta è stata utilizzata dall’azienda solo parzialmente, verrà introdotta in maniera più dilatata congruamente a una strategia di marketing più prudente.
L’azienda ha tanti valori etici e molari che poi si riflettono sulla qualità del prodotto. Nel payoff viene esplicitato, ad esempio, il non utilizzo di api ibride ma solo di api sarde.
Il font è stato costruito su misura per vivere in perfetta simbiosi col marchio.
Gli elementi sono autosufficienti anche se adoperati in maniera isolata, e sopratutto con il marchio è possibile creare dei motivi di riempimento che sono utili al rafforzamento della consistency identitaria.

Banzai, Japanese and Hawaiian experience

Banzai è take away di Cagliari specializzato in poke (pietanze originari dalle Hawaii) in una originale reinterpretazione volutamente giapponese.
Il concept è il connubio di questi 2 mondi (Hawaii e Giappone)e sfocia in un’esplosione di colori ma con un gusto orientaleggiante.
Il logotipo Banzai è fortemente ispirato alla pop art giapponese, con una forte declinazione commerciale.
Oltre al logo in stile minimal è stata realizzata un’illustrazione da usare come carta da parati e come tema portante nella comunicazione grafica. Lo sfondo è un insieme della simbologia tipica giapponese e l’allegria floreale e cromatica tipica delle Hawaii.
Gli ideogrammi giapponesi significano “take-away”, infatti Banzai è principalmente un’attività d’asporto.
Il logo è modulare e perfettamente inserito in una griglia regolare.
Il font è originale e i colori sono vivaci e fortemente accesi. Il logo inserito sul background illustrato unisce lo spirito tipico giapponese all’allegria hawaiana.
Le immagini fotografiche desaturate si applicano sui colori della palette senza aggiungere ulteriore rumore cromatico.
L’insegna è ispirata ai locali della China Town di Londra, conferendo al locale un ulteriore tono moderno e cool.

Fondazione Oristano (concorso di idee)

Il logo è stato progettato per il concorso di idee indetto dalla Fondazione Oristano per la creazione del nuovo logo istituzionale.
Il concept si ispira al momento più solenne de sa Sartiglia, ovvero quando su Componidori benedice la folla presente con “sa pippia ‘e maju”. Il marchio evoca un’importanza storica ed un’eleganza quasi aurica, riprendendo la forma delle coccarde con cui sono addobbati i cavalli della giostra.
La composizione del logo ricorda, inoltre, la figura de su Componidori a cavallo.
Il marchio è stato pensato per mantenere la sua riconoscibilità con varie tipologia di payoff abbinato a esso; questa è la versione col payoff circolare. L’insieme rimane semplice, memorabile e ben leggibile anche a dimensioni ridotte.
La palette cromatica è composta da un nero e da un color oro/sabbia.
Il font utilizzato nel logotipo è Mermaid Bold. Nella comunicazione è stato abbinato a un sans-serif, il Montserrat.
Il marchio si presta bene per la creazione di un pattern da utilizzare come elemento riempitivo in tutta la comunicazione.
Questa proposta non è stata selezionata come vincitrice.

Elited, yachts new life

Elited è uno spin-off di Elica Yacht, un’azienda con un’ampia esperienza nella compravendita di imbarcazioni di lusso. Il nuovo brand è rivolto a un mercato B2B e abbraccia la commercializzazione dell’usato. Il concept deve quindi staccarsi dalla azienda madre e offrire un’idea di mercato pur sempre esclusivo.
La stilizzazione della lettera “e” ha diverse interpretazioni possibili, in primis l’idea di rinascita, di nuova vita, seguendo la linea orientale del tempo, a spirale. Il secondo concetto espresso è l’azione suggerita dal naming stesso, “elited”, che suggerisce un processo di rivalutazione o di certificazione dell’imbarcazione proposta, quasi come marchiandola, infine c’è la rappresentazione di una cima marinara.
Il logo assume un contrasto stilistico tra il simbolo e il logotipo inferiore, avvicinando il valore emotivo a quella tecnico.
I colori selezionati richiamano un settore più romantico rispetto all’azienda madre, evocando in qualche modo l’ambiente nautico ma distinguendosi e variando il target di riferimento.

La composizione centrale viene resa viva grazie all’inclinazione di 25 gradi dell’asse centrale che genera la spirale con cui si genera la “e”. Tutti gli elementi derivano da una griglia regolare che attribuiscono all’insieme una coesione nelle proporzioni visive.

L’impostazione del logo ne consente un utilizzo scalabile anche in una comunicazione più emotiva, con l’utilizzo di flat colors per usare un tono di voce più industrial.
Il logo decontestualizzato risulta molto pubblicitario, con una forza comunicativa notevole ed una freschezza adatta sia a una grafica tradizionale che a un design più flat.

Polo Museale Antonio Gramsci (concorso di idee)

La rosa è viva certamente.
Dopo la neve fiorirà.

Il concept dell’immagine coordinata si ispira all’idea di modularità e moltitudine. Le linee verticali evocano le sbarre del carcere, parte integrante della vita di Gramsci, ma anche i vari elementi che comporranno il polo museale.
La palette cromatica, oltre a citare i colori politici del contesto storico, riprendono il basalto e il colore della carta ossidata. Per la tipografia viene utilizzato un font moderno ma versatile, nel logo utilizzato in una variante italic per comunicare il l’idea di scrittura dinamica.
Il marchio si presta per essere utilizzato anche come pattern decorativo, rafforzando la consistency di una comunicazione così necessariamente variegata.
Purtroppo questa proposta di design non ha potuto partecipare al concorso di idee per un disguido tecnico in fase di caricamento.

Man.Gia, 100% gluten free

Realizzazione del logotipo per una catena di ristoranti gluten free. Il concept è ispirato alla giungla in contrapposizione a una struttura industrial.
Il logotipo gioca su un modulo quadrato che richiama la simbologia di alcune antiche civiltà presenti nelle giungle americane. La stilizzazione della foglia serve richiamare il gluten free.
Il lettering si rifà quindi a uno stile leggermente fumettistico riconducibile alla letteratura e al fumetto, ricordando “La città perduta”; a questo si oppone la rigidità delle forme e l’inserimento di alcune stilizzazioni floreali che evocano l’idea di genuinità.
La palette accosta il colore del ferro con i colori della giungla e del frumento.
In seguito è stato progettato un marchietto di sotto-prodotto con le lettere principali del logo e del pattern che gioca sulla ripetizione del lettering da usare come fondo riempitivo.

Lario, idea di bellezza

Proposta di logo design e brand identity che esaltasse la qualità offerta dalla clinica di bellezza.
Lario è il nome di una beauty clinic che ha sede a Como, sui pressi del lago omonimo, chiamato Lario dagli abitanti della città.
Il logo doveva essere estremamente elegante e comunicare una idea oggettiva di bellezza e proporzione tra gli elementi (in questo caso le lettere).
La progettazione del logo è derivata dalla creazione di un font creato su misura, un font minimal dal gusto liberty, come l’architettura presente ancora oggi nei paesi adiacenti al lago.
Nel processo realizzativo è stata incluso lo studio della brand identity, con la creazione di un pattern che rafforzasse l’idea di armonia del logo.
Per Lario è stato progettato anche un marchio che deriva dalla riduzione del logotipo. La costruzione di questo si basa sull’importanza della lettera A, ripresa successivamente dal pattern e evidenziata dalle diagonali. Il complesso è armonioso e molto minimal.
Faceva parte del concept l’idea di eliminare qualsiasi dettaglio trascurabile, un po’ per ripercorrere lil servizio offerto dalla clinica di bellezza.
Il progetto finale non è stato adottato dalla clinica che ha preferito un approccio meno sofisticato e più “pop”.

Caffè Diemme, concorso di idee

Caffè Diemme è un’azienda storica nella torrefazione del caffè. Il suo business abbraccia tutti i mercati internazionali.

Essendo Caffè Diemme un’azienda così affermata era indispensabile dare una continuità visiva e concettuale rispetto alla brand identity antecedente permettendo una riconoscibilità nonostante il rinnovamento. I fattori che lavoravano male nel vecchio marchio erano la leggibilità, l’equilibro e la pulizia, sono stati quindi migliorati questi aspetti valorizzando l’eleganza del font, rivisto in ogni lettera, e aggiungendo un tocco di modernità con dei tagli netti nelle rotondità di alcune lettere.
Sono state escluse tutte quelle ridondanze che sporcavano la chiarezza del logotipo ed è stato armonizzato l’insieme assume delle dinamiche leggere e avvolgenti quasi come l’aroma del caffè che circonda la stanza e ti avvolge con dolcezza.

I finali delle lettere sono stati volutamente mantenuti sottili, sia per aumentare l’associazione con il vecchio logo che per suggerire ulteriormente il concept, ovvero creare l’idea del profumo che stuzzica l’olfatto ed esalta quelle note eleganti.

Il logo proposto risulta più elegante, moderno e musicale.
Le versioni da presentare per il concorso di idee dovevano essere di tre tipologie, marchio principale, versione estesa più istituzionale e marchietto per i formati ridotti.

Questa proposta non è stata selezionata vincitrice.