Da decenni, la Sardegna è vittima di una rappresentazione riduttiva e caricaturale che ne impoverisce l’identità culturale e l’identità visiva. Uno stereotipo persistente, alimentato da un immaginario turistico superficiale, che riduce una terra complessa e stratificata a simboli folkloristici svuotati di significato, con evidenti ricadute anche nella comunicazione visiva e nel design.
È sufficiente entrare in uno dei tanti negozi di souvenir disseminati lungo le coste dell’isola per imbattersi in una narrazione distorta: bottiglie di mirto di bassa qualità, vini senza identità e t-shirt pseudo-ironiche che dipingono l’essere sardo come rozzo, ignorante o primitivo, creando un linguaggio visivo che non comunica cultura né valore, ma banalizzazione e stereotipo.
Questo immaginario non è solo offensivo: è culturalmente regressivo.
Il termine “pastore”, per esempio, viene spesso utilizzato in modo denigratorio, ignorando completamente il suo valore storico, simbolico e antropologico. Un errore che trasforma una figura centrale della civiltà sarda in una caricatura priva di dignità, impoverendo la narrazione identitaria dell’isola.
Negli anni, alcune realtà locali hanno tentato di allontanarsi da questa estetica “trash-pop”, cercando una comunicazione più consapevole e una brand identity più matura. Tuttavia, non di rado, al crescere della visibilità riemergono scorciatoie visive facili: pecore, stereotipi folkloristici, iconografie abusate. Queste sono compromessi che possono favorire le vendite nel breve periodo, ma che continuano a soffocare l’immagine autentica della Sardegna.
Anche il cinema, in tempi meno recenti, ha contribuito a rafforzare questa narrazione distorta con rappresentazioni caricaturali e grottesche che finiscono per associare l’identità sarda a un’idea di arretratezza culturale. Un paradosso ancora più evidente quando tali rappresentazioni provengono da autori nati e cresciuti nell’isola stessa.
La mia visione è in opposizione a questo immaginario.
Credo in una Sardegna colta, contemporanea e cosmopolita, abitata da persone che si esprimono in tutto il mondo mantenendo un legame profondo con le proprie radici. Professionisti, creativi, imprenditori, designer, individui che conoscono il valore della propria cultura e ne rifiutano la banalizzazione.
Vivere in Sardegna significa conoscere la natura, rispettarne l’equilibrio e custodire una memoria antica fatta di sapere, misura e dignità. Un patrimonio autentico che racconta una terra aspra e fertile, un mare profondo, una cultura millenaria che merita di essere tradotta in un linguaggio visivo contemporaneo.
Nel mio lavoro come identity designer, mi capita spesso di ricevere richieste di creazione di loghi identitari legati alla Sardegna. È una sfida autentica. Creare un logo non significa ricorrere a un approccio nostalgico o folkloristico, ma sviluppare un progetto consapevole, capace di trasformare la cultura in forma, segno e sistema.
Ogni progetto di logo design nasce da uno studio attento del segno, del colore e della sintesi visiva.
Un approccio che rifiuta scorciatoie decorative e rappresentazioni stereotipate, scegliendo invece un linguaggio essenziale, colto e contemporaneo, coerente con una brand identity solida e duratura.
Nei miei progetti di logo design e brand identity non troverete riferimenti caricaturali, ironia facile o iconografie svilenti. Ogni progetto racchiude in sé l’isola: la forza del mare, i volti autentici delle persone, l’ancestralità della cultura sarda.
Una narrazione visiva che restituisce dignità, profondità e identità a una terra spesso raccontata nel modo sbagliato.
Per me, essere un designer significa prima di tutto avere un senso etico e civico profondo, unito alla capacità di ascolto e all’empatia.
Il mio desiderio è che il mio nome Davide Onida venga percepito come indissolubilmente legato a questi valori, che guidino ogni mia scelta progettuale e professionale.
La mia ricerca quotidiana si muove in questa direzione: provare, con umiltà, a essere anche io un portavoce di questa visione, offrendo il mio piccolo contributo attraverso il design e partecipando, anche nel mio, a un cambiamento culturale più ampio.
Mi viene spesso chiesto cosa significhi costruire una brand identity efficace per un territorio complesso come la Sardegna.
La risposta risiede nell’analisi, nella ricerca e nella capacità di tradurre valori locali in un linguaggio visivo chiaro e credibile, capace di funzionare anche in contesti nazionali e internazionali, dove la Sardegna è spesso percepita esclusivamente come destinazione turistica o, in alcuni casi, ancora poco conosciuta.
Creare un logo in Sardegna oggi significa andare oltre la sola estetica e affrontare un autentico lavoro di identità visiva.
Ogni identity designer specializzato in logo design e brand identity in Sardegna è chiamato a interpretare ogni progetto come una sintesi tra cultura, contesto e visione contemporanea, proiettandola in un mondo globalizzato e sempre più omogeneizzato dai nuovi strumenti di intelligenza artificiale, dove l’autenticità sta diventando la vera risorsa da preservare.