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Miele Argiolas

Il Miele Argiolas è un prodotto pregiato che punta a un mercato di nicchia. La sardità del brand è già esplicita nel cognome di famiglia, non necessita quindi di un rafforzativo visivo, piuttosto è stata esaltata la qualità del miele, la morbidezza e il colore, creando un logotipo wordplay.

La parola “miele” sembra formata da un filo di miele che si adagia sulla scritta, esprimendo tutti i suoi valori qualitativi. Il modo in cui è scritta, tra l’altro, ricorda il volo di un’ape, una danza delicata che si contrappone alla rigidità e al gusto più Déco del brand. Nell’etichettatura è stata ripresa la linea minimal, ma con uno stile leggermente vintage. Per i contenuti sono stati selezionati due font complementari, il Butler graziato dei titoli e il Montserrat dei paragrafi. I colori appartengono a un mondo luxury, esaltando la brillantezza del miele e creando dei contrasti cromatici molto eleganti. Per ogni qualità di miele è stato creato un disegno che rappresentasse il fiore in uno stile molto vicino alle tecniche dell’incisione sul metallo, come la puntasecca o l’acquaforte. Vengono così creati degli accostamenti che richiamano le grafiche della Belle Époque, a cavallo tra il tradizionale e la nuova ondata Liberty.

Il logo si presta molto bene anche a un utilizzo decontestualizzato, su una comunicazione più “pop”, lontana da un’interpretazione vintage.

Gurmé, la pizzicheria

Gurmé sarà una bottega in cui si potranno trovare prodotti ricercati e di qualità difficili in un comune negozio di alimentari. Il nome pizzicheria descrive proprio un’attività che vende specialità piccanti o salimi e formaggi al dettaglio. La parola “gurmé” è la pronuncia esatta del termine “gourmet” ovvero cucina di alta classe, quindi il concept deve comunicare eleganza e ricercatezza.

Il logo gioca su un lettering disegnato su misura lettera per lettera che, come l’arredamento del locale, alterna elementi rigidi e squadrati a forme morbide e sinuose. Tra gli elementi caratteristici spiccano la particolare “g” e l’accento della “è”.
L’ispirazione per questi due elementi caratteristici sono le decorazioni dei piatti o le salse impiattate a cui fa riferimento il marchietto con le 4 goccioline, e la tipica foto di presentazione di uno chef a braccia conserte a cui si ispira, invece, la “g”. Il binomio qualità e fantasia diventa una sintesi ideale per questo concept.
Con questi due elementi è stato creato un marchio riassuntivo, utile per un utilizzo in forma contratta del logo.
Il marchietto contratto diventa un identificativo più elegante e meno discorsivo che crea consistency all’interno di tutta la comunicazione.
Grazie a questi due elementi è stato possibile creare un pattern decorativo che può essere usato come riempitivo per delle carte da confezione o come sfondo di qualsiasi elemento.
Il logo è stato poi inserito all’interno di un rendering fornito precedentemente. L’armonia con l’arredamento interno è notevole. Rigido e morbido creano una bella melodia visiva che sintetizza idealmente anche la parola pizzicheria.

Agricola Niuge, etichette dei vini

Agricola Niuge è una cantina di Nughedu Santa Vittoria nel territorio del Barigadu. Il concept per la realizzazione del marchio e delle etichette dei vini deriva da una profonda ricerca storica e topografica sulle origini del nome e sugli elementi iconografici che distinguono il territorio di Nughedu.
Il nome Niuge deriva dalla ricerca sui toponimi del territorio; il villaggio di Nughedu S. V. viene menzionato per la prima volta con questo nome sull’archivio regionale sardo.
Per la realizzazione del brand è stato disegnato un font con dei tagli minimal che aiutano a legare il nome con l’iconografia proto-nuragica presente in alcuni siti archeologici del territorio, in particolare la protome del toro nella domus de janas di Goi.I colori si ispirano alla composizione argillosa e sabbiosa del terreno su cui nascono le vigne.

Il taglio utilizzato per la fustella esalta la protome e distingue la bottiglia sullo scaffale.
La brand identity si sviluppa sull’accostamento di due colori, un color sabbia e un color creta, che contraddistinguono la composizione argillosa del terreno in cui sono presenti le vigne.

I pittogrammi stilizzano i due simboli del territorio di Nughedu Santa Vittoria: l’alto rilievo proto-nuragico presente nelle domus de janas e il bacino del Lago Omodeo.
Le due versioni, positiva e negativa del logo risultano ben contestualizzate cromaticamente con lo storytelling creato per questa etichetta.

Seberada, brand identity e comunicazione per Paolo Piras

Restyling del logo Paolo Piras e creazione del brand e della comunicazione per la vendita dei propri prodotti.
Paolo Piras è una azienda che dal 1906 lavora industrialmente e commercia carni sarde di qualità.
In questo studio grafico del progetto si è voluto rimarcare la territorialità e la genuinità del proprio prodotto.
Il progetto comprendeva lo studio del naming e del brand di lancio per la vendita dei prodotti. Il nome “Seberada” (scelta), seppur in lingua sarda, non necessita di una comprensione letterale del termine ma piuttosto evoca un semplice rimando sonoro all’Isola, conferendogli un tono internazionale. Il logo riprende la stilizzazione del simbolo nuragico taurino, rafforzando la territorialità del prodotto.
Nella seconda fase del progetto è stata effettuato uno shooting fotografico la la realizzazione del catalogo dei prodotti, e lo studio dell’etichetta per la linea Seberada.
In seguito sono stati ideati i pannelli informativi per la comunicazione nei punti vendita ed è stato realizzato il sito internet paolopiras.com.

Nodìu, vino del Mandrolisai

Il concept per la realizzazione del vino mandrolisai Nodìu ruota intorno alla figura di Salvatore Fadda capostipite della famiglia che produce il vino e gestisce l’agriturismo Su Connottu. Il personaggio di Nodìu nasconde anche un leggero richiamo al sovversivo Gio Maria Angioy, legato ai motti rivoluzionari a cui si ispira il nome dell’agriturismo stesso.
Nodìu in sardo vuole dire conosciuto, distinto, era il suo soprannome. L’illustrazione che ritrae il personaggio presenta un taglio estemporaneo che riporta l’eleganza e il mistero di una figura autorevole, che si elevava da un contesto di una cittadina sarda in piena fase di sviluppo grazie alla costruzione della stazione ferroviaria che la lanciava verso il progresso.
La palette cromatica è una selezione di tre colori che si alternano per attribuire all’etichetta un’accezione elegante, presentando di fatto un vino di nicchia o da collezione.

Primitive Rituals – skin, sense, soul

Primitive Rituals sarà un brand che propone una linea di prodotti per la cura della persona totalmente naturali. Rispecchia il nesso tra la primitività, le tradizioni e il lato più naturale e affascinante della Sardegna, includendo anche il lato più profondo e primitivo di noi stessi. Il percorso prosegue in rituali olistici ed esperienze multisensoriali in stretta connessione con la natura.

In seguito a una precisa analisi di benchmark è stata selezionata una linea stilistica minimal, pulita e distensiva che comunicasse visivamente la filosofia del brand e richiamasse l’identità sarda. Il logo parte dal font Lexend Giga, che ripulito e rimodellato arriva a una sintesi in cui alcune forme sono state decontestualizzate per la creazione di un simbolo.

Le ispirazioni le troviamo proprio in quella civiltà che ancora prima dell’età del bronzo viveva in sintonia con la natura, e aveva un rapporto con la vita e la cura della persona molto serena e in simbiosi con la madre terra. Troviamo quindi nelle Domus de Janas (casa delle porte per l’aldilà) delle simbologie ricorsive come le spirali (spesso inserite in una rappresentazione dell’utero), la stilizzazione umana, la divinità come la dea madre e le protomi taurine. I colori richiamano la terra e la natura e apportano un valore materico al brand.

Soara

Soara è un vino rosso realizzato da Ugo Sanna.
L’immagine che caratterizza l’etichetta deriva dalla stilizzazione e riproduzione grafica su diversi livelli cromatici di una vecchia cassapanca di famiglia restaurata (sa cassia) che rappresenta due pavoncelle (antico uccello mitologico sardo simbolo di fertilità) in una composizione floreale.
L’etichetta è inserita su una bottiglia classica bordolese che attribuisce maggiore slancio ed eleganza al vino.
L’etichetta è sviluppata su un unica fustella per creare maggiore contrasto tra la parte artistica e la metà descrittiva dell’artboard.

Galana, la canapa light di Sardegna

Il progetto prevedeva l’ideazione del brand, partendo dalla ricerca di un nome che esaltasse la qualità superiore della canapa light sarda.
Galana in lingua sarda significa elegante, distinta, per questo il concept del brand doveva partire da un’idea di raffinatezza estrema. La qualità dell’erba legale sarda è nettamente superiore rispetto ai competitor e questa è la base su cui si sviluppa l’itero progetto.
Il marchio è una forma regolare a 7 punte (come la foglia di marijuana) e costruita intorno all’evoluzione della lettera A del logotipo, ma si ispira alla pintadera sarda, di origine nuragica e utilizzata come timbro nel pane o stemma.

Fuori serie Giacu

Le Fuori Serie Giacu, sono delle produzioni numerate di Angricola Giacu che non si trovano nel mercato.
Sono delle etichette dedicate e create su misura con delle tematiche particolari.

Il Bianco di Villa Covid riprende le trame dei tappeti tipici di Samugheo, una località del centro Sardegna famosa per l’arte tessile, un pattern quasi artigianale contrastato da una grafica molto moderna ispirata, invece, al Bauhaus.
Sassallai, invece, è ispirato al ciclismo d’altri tempi, quello vissuto con passione e dedizione, e seguito da tutta Italia. Per questo l’impaginazione e lo stile ha una chiara impronta vintage che rimanda alle etichette storiche.

La gamma cromatica e la tipografia unisce e lega i due stili differenti, creando un insieme armonico e lineare.

Restyling Antiche Terme di Sardara

Mi è stato commissionato il logo restyling e la creazione del packaging per la linea di prodotti delle famose terme sarde Antiche Terme di Sardara.
Il logo Antiche Terme di Sardara aveva diversi problemi compositivi che, oltre a comprometterne l’eleganza visiva, creava una certa difficoltà nella lettura sia del nome che del disegno.
La nuova disposizione segue un’impaginazione a epigrafe, più elegante e classicheggiante rispetto alla precedente. Il font utilizzato risulta più proporzionato e lineare mantenendo storicità e autorevolezza.
La vettorializzazione dell’angelo ha seguito diversi trattamenti. Il panneggio è stato rivisitato con un tratto ruvido per distinguersi meglio dalla figura carnosa dell’angelo che invece utilizza un tratto lineare e morbido.
L’acqua è stata migliorata visivamente diventando più riconoscibile e l’insieme della composizione è stato bilanciato per diventare più armonico e compatto.

La scomposizione del logo ne permette un uso più suggestivo, che se abbinato a un font bastoni in stile minimal si avvicina al classico ma con una chiave di lettura estremamente moderna.
Per il packaging è stato individuato un elemento che accomuna i prodotti e il brand Antiche Terme di Sardara, ovvero l’acqua.
L’acqua evoca serenità e con la giusta illuminazione crea dei giochi di luce sempre diversi, perfetti per ottenere un pattern da abbinare alle varianti cromatiche dei prodotti.
La stilizzazione ottenuta ricorda vagamente anche una superficie marmorea.

L’applicazione dei vari elementi che compongono l’identità visiva crea un bel connubio tra freschezza e classicità. Le gamme cromatiche spiccano grazie al pattern, staccando l’etichetta e i contenuti testuali.
L’insieme è ben bilanciato, distintivo e crea una composizione grafica che attribuisce valore al prodotto offerto proponendosi con un tono di voce deciso e raffinato.