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Gustavo 28, team building, eventi, connessioni

Gustavo 28 è un’azienda specializzata nella creazione di eventi esclusivi e attività di team building rivolte a un target premium.
La location, situata in Via Gustavo Modena 28 a Milano, unisce un’atmosfera industrial di ispirazione newyorkese all’eleganza classica ereditata dal contesto signorile del palazzo che ospita questo spazio.
Mattoni a vista, luci calde e dettagli raffinati definiscono un ambiente pensato per favorire connessioni autentiche ed esperienze immersive.
L’identità del brand nasce proprio dall’incontro tra hospitality, connessioni umane e stile.
Il lettering “GUSTAVO” utilizza forme leggere e distinte, mentre il “28” assume una presenza più compatta e solida. Questo contrasto rappresenta sia il dialogo tra le due anime estetiche della location, sia il processo stesso del team building: elementi separati che si uniscono fino a diventare, nel numero 28, una struttura forte, solida e riconoscibile.

La palette cromatica nasce dall’incontro tra il carattere architettonico della location e l’atmosfera elegante che definisce l’esperienza Gustavo 28. Le tonalità terracotta richiamano il calore dei mattoni a vista e l’identità industriale dello spazio, mentre lo smeraldo introduce profondità, equilibrio e raffinatezza, creando un contrasto sofisticato e contemporaneo. L’avorio alleggerisce il sistema visivo mantenendo luminosità ed eleganza, mentre la tipografia geometrica, minimale ed estremamente leggibile completa l’identità con uno stile pulito, distintivo e coerente con il posizionamento premium del brand.
Gustavo 28 progetta vere e proprie esperienze immersive, pensate per creare connessioni tra le persone all’interno di un contesto raffinato e accogliente. L’atmosfera intima e la cura del dettaglio trasformano ogni evento in un momento memorabile, costruito per favorire relazioni, collaborazione e condivisione. Serate private, eventi corporate, attività di team building e format esperienziali sono rivolti a professionisti, aziende e realtà premium.

La forza di questo brand nasce dalla coesione di molteplici significati: il numero civico che dà forza e concretezza al naming, l’originalità del lettering che rende il marchio immediatamente memorabile e la versatilità grafica che permette al logo di vivere anche in forma contratta mantenendo assoluta riconoscibilità e unicità.
Il numero civico “28”, sviluppato con un gioco di pieni e vuoti che interpretano le regole della Gestalt, può inoltre diventare un elemento architettonico e decorativo all’interno della location, rafforzando la consistency del brand e diventando l’elemento distintivo che renderà Gustavo 28 un punto di riferimento nel contesto degli eventi privati.

Il connubio tra industriale e classico, tra elementi separati e strutture unite, tra forme esili e volumi solidi costituisce l’essenza del logo e dell’intera identità visiva, mantenendo il progetto su un livello qualitativo elevato e perfettamente in linea con il contesto sofisticato di Porta Venezia, distinguendosi però con eleganza e con un tone of voice contemporaneo e gentile.

Tra le esperienze proposte, la mixology rappresenta uno degli elementi più distintivi del brand.
Cocktail, strumenti e dettagli scenografici diventano parte integrante dell’identità visiva, contribuendo a costruire un’atmosfera contemporanea, elegante e immersiva. In questo contesto il marchio si estende anche agli strumenti utilizzati durante l’esperienza, trasformandosi in un segno riconoscibile capace di rafforzare la presenza del brand all’interno dello spazio e delle attività proposte.

Emigrazione Sarda nel Centro Italia

Lo Spazio Narrativo, grazie al patrocinio di Regione Sardegna e Regione Toscana, racconta la pastorizia sarda come interazione tra uomo, animali e territorio, attraverso un percorso che offre un’esperienza visiva, sonora e tattile nel museo della Tenuta Sovignano in Toscana. L’emigrazione dei primi pastori sardi nel Centro-Sud della penisola risale agli anni ’60. Le famiglie emigrate investono prettamente nel settore ovino, sviluppando un sistema comunitario parallelo che ha sempre mantenuto un forte legame con l’Isola, anche grazie ai numerosi circoli sardi diffusi in tutta Italia.

L’esposizione mette a disposizione del pubblico un archivio di documentazione storica, supportato da materiali multimediali e arricchito dalla presenza di alcune opere di importanti artisti, tra cui Maria Lai. Il progetto si sviluppa attorno a una precisa chiave narrativa, ovvero la pastorizia sarda esportata nei territori toscani, che ha tessuto le trame su cui questo settore si è rafforzato ed è presente ancora oggi. L’elemento emblematico della pastorizia sarda è la pecora, in particolare la razza ovina sarda. Il progetto parte quindi dallo studio di una stilizzazione che unisce astrazione visiva e concettuale. Analizzando l’animale, sono state identificate le caratteristiche distintive, sintetizzate in una forma essenziale che richiama una ricerca già avviata in passato anche dal designer Stefano Asili, ma che prosegue nella direzione di una sintesi visiva più artistica ispirata alla modularità delle opere di Maria Lai.

L’icona della pecora diventa così un elemento che acquista forza nella sua moltitudine, proprio come un gregge, creando un pattern che richiama l’arte decorativa sarda ricodificata in chiave contemporanea. I colori supportano una lettura storicizzante che valorizza il significato del materiale esposto, sfruttando tre tonalità che si completano e si armonizzano anche utilizzate nelle diverse combinazioni. Il simbolo della pecora, iterato nel gregge, rende il logo dinamico ed estremamente versatile, valorizzando il soggetto senza cadere in visioni stereotipate dell’argomento.

Grazie al Design System, tutto il materiale visivo è presentato in modo uniforme, creando coerenza grafica e integrando elementi eterogenei in una visione armonica e consistente. I pannelli grafici aiutano a contestualizzare il materiale fotografico e video, mantenendo un’indipendenza stilistica che non sovrasta l’esposizione dei contenuti.

XLII Convegno Nazionale della Divisione di Chimica Organica

Il XLII Convegno Nazionale della Divisione di Chimica Organica (CDCO2025) si terrà quest’anno a Cagliari.
Il concept ideato per l’evento si basa su un’idea di semplicità e chiarezza, combinando due simboli che rappresentano in modo inequivocabile il congresso: la fiala per creare soluzioni o composti chimici, simbolo della chimica organica e di questa materia in generale, e la Sella del Diavolo, emblema caratterizzante della città di Cagliari. L’introduzione dell’elemento “mare” completa questa combinazione, evocando da un lato un tramonto, grazie alla rotondità della fiala che richiama il sole, e dall’altro il liquido contenuto all’interno della fiala stessa. Si ottiene così un segno grafico suggestivo, unico e immediatamente comprensibile.

Il logo si articola in due parti: una iconografica e una tipografica, che consentono di ottenere una soluzione versatile, adattabile sia in versione verticale che orizzontale a seconda delle esigenze.
La palette cromatica, ispirata ai colori tipici della Sardegna, è stata reinterpretata per trasmettere un’atmosfera fresca e innovativa, mantenendo al contempo un legame con il contesto scientifico grazie all’utilizzo di tonalità pastello acide.
Con la stessa logica, sono stati selezionati due font distinti e complementari, ideali per rafforzare la comunicazione visiva, Il Bebas Neue e l’Inter.

Per assicurare continuità in tutte le applicazioni grafiche, sono state poi stilizzate altre 2 tipologie di fiale, tra le più più note, dando vita a un pattern che aggiunge freschezza e lega le varie componenti visive rinforzando l’identità del progetto.
Colori, font, pattern e logo si combinano armoniosamente e rendono la comunicazione più accessibile, superando la barriera che un acronimo potrebbe rappresentare per chi non conosce l’evento annuale, e aiutando visivamente a circoscrivere il settore e la località in cui si svolge.

La Sardegna, Cagliari e la chimica organica si fondono in un concept moderno, dal tono di voce diretto e leggero ma al tempo stesso affine all’ambiente scientifico, con uno stile pulito e minimale che conferisce autorevolezza all’evento.

SaMurra, un’app per tutti

SaMurra è la mia reinterpretazione digitale de “sa murra”, l’antico gioco della morra diffuso in tutto il Mediterraneo e ancora vivissimo nelle feste paesane sarde. L’idea è nata da me, giocatore occasionale e designer, con il desiderio di prendere una tradizione fatta di voce, mani e istinto e trasformarla in un social game moderno, adatto a tutti.

Ho ideato il progetto e ne ho curato tutta la parte visiva, il logo, l’identità e la grafica dell’applicazione, mentre lo sviluppo tecnico è stato realizzato da Davide Mainas. Il tono di voce è fresco, diretto e giocoso, pensato per evocare l’atmosfera di una festa di paese, con colori accesi, una grafica flat e sonorità originali che richiamano l’ambiente naturale del gioco.

Il cuore dell’esperienza è uno storytelling costruito attorno a personaggi caratterizzanti, primo fra tutti Billy Murra, la mascotte protagonista, un piccolo robot con cui allenarsi prima di sfidare gli avversari reali. Nel gioco puoi affrontare altri giocatori connessi da tutto il mondo oppure misurarti con l’intelligenza artificiale.

La sfida progettuale più grande è stata tradurre un gioco fatto di velocità e intuizione in un’interfaccia semplice e immediata, capace di conservare l’anima della morra senza tradirne il ritmo. Il risultato è un’app che unisce tradizione e modernità, un omaggio alla Sardegna proiettato su una scala universale.

Rassegna stampa
Il progetto SaMurra è stato raccontato da numerose testate sarde e nazionali, e presentato ufficialmente al Murramundo 2017, il torneo internazionale della morra svoltosi in Catalogna. Ne hanno scritto, tra gli altri, L’Unione Sarda, La Nuova Sardegna, S&H Magazine, Olbia.it, Gallura Oggi e Contusu.

Simona Sanna, Architect

Il concept che origina il design per l’identità visiva ideata per l’architetto Simona Sanna cattura l’essenza della modularità, elemento chiave dei suoi lavori. Questo si traduce in forme geometriche in apparente movimento, che pulsano e si interscambiano in una composizione artistica evocativa della sua architettura.
Il logo estratto dall’identità visiva è costituito da tre mattonelle ispirate alle cementine sarde in una successione orizzontale.

Il nome utilizza un font vagamente liberty, le forme sinuose del carattere contrastano con i tagli geometrici del marchio, completando il dualismo tra geometria e natura, rigore e morbidezza, precisione matematica e spontaneità. Il tono di voce del font richiama spontaneità e morbidezza e, abbinato a un sans-serif come il Muli, crea una combinazione equilibrata tra leggerezza e serietà.
Il logo incorpora principi della Gestalt, generando un continuo scambio tra positivo e negativo e variando i piani percettivi.
I due colori utilizzati rendono questa brand identity unica e distintiva: un rosa originale e vivace si alterna a un nero puro, conferendo un equilibrio tra modernità e classicità, particolarmente adatti al settore.
La combinazione del pattern con elementi di design moderni crea un contesto bilanciato, in cui fotografie e contenuti si alternano armoniosamente con la ritmicità del marchio e gli elementi tipografici creando dei riempitivi che quasi pulsano davanti agli occhi di chi li osserva.

Pensa geometricamente, ma sentiti a tuo agio con la natura e la sua spontaneità. In questo modo, l’identità visiva diventa anche concettuale, rafforzando la percezione della visione artistica di Simona Sanna.
Movimento, geometria e spontaneità sono il risultato di questa identità.

Capo Sud Immobiliare

Capo Sud Immobiliare è una nuova agenzia che opera nella costa che va da Cagliari a Capo Teulada nel sud della Sardegna, ma che presto si espanderà in tutto il territorio sud occidentale dell’Isola.
Il marchio progettato si accomuna per tipologia alle esigenze del settore rispettando quelli che sono i canoni geometrici nel logotipo e nell’icona, spesso ideati con una concezione astratta ma che abbiano un impatto diretto e riportino immediatamente al mercato edilizio.

La scelta cromatica non poteva che giocare sui colori complementari del mare e del sole utilizzando un blue tendente al verde, fresco e rassicurante, e il suo complementare arancio, caldo e accogliente.
Il simbolo è composto da una forma geometrica che riprende in maniera stilizzata la metà inferiore della Sardegna evidenziando il tratto della costa meridionale, ma che si può interpretare anche come lo skyline di due tetti di abitazioni.

La forma geometrica utilizzata nel simbolo diventa quindi un modulo utilizzabile anche in una sequenza grafica e, se vengono sovrapposti e ribaltati simmetricamente i due moduli, si può distinguere la forma stilizzata della Sardegna al completo.

Per completare la Brand Identity è stato abbinato il Lexend, un Google Font bastoni, deciso e delineato in maniera geometrica, che ben si allinea con un approccio diretto e affidabile, dove l’acquisto di un immobile diventa una scelta importante e sicura.
Il logo risulta estremamente moderno, intuitivo, leggibile e versatile, sicuramente adatto per abbracciare le varie tipologie di immobili proposti dalla agenzia Capo Sud Immobiliare.

Toy Factory, music by FactoryKids

Toy Factory è il nuovo album dei Factory Kid, una band alternative rock di Cagliari (di cui faccio parte) che puoi ascoltare qui.

La fabbrica dei giocattoli rappresenta l’idea di una vivacità musicale e artistica piena di colori che viene poi srotolata all’interno dei brani contenuti nell’album.
Il pupazzo nella cover richiama un brano in particolare, Jiminy Parrot, che diventa il soggetto per un giocatolo prodotto dalla fabbrica immaginaria.

L’elemento esagonale fa parte del logo ed è il legante di tutta l’identità visiva della band.
In tutti i precedenti artwork funziona come una cornice che espone un oggetto tratto dal concept musicale, magari inaspettato e sicuramente rivisto secondo una concezione “pop” nel senso artistico del termine, come nel precedente lavoro Factorized, in cui era presente una fetta di pane con del burro e della marmellata spalmati, un richiamo esplicito al brano Butter & Jam lanciato anche come singolo.

La continuità visiva nelle differenti applicazioni del brand FK rendono questa identità molto forte e riconoscibile, grazie sopratutto all’originalità del logo, che con la sua forma particolare marchia qualsiasi messaggio nella comunicazione.

Scopri i precedenti lavori per i Factory Kids.

Seberada, brand identity e comunicazione per Paolo Piras

Restyling del logo Paolo Piras e creazione del brand e della comunicazione per la vendita dei propri prodotti.
Paolo Piras è una azienda che dal 1906 lavora industrialmente e commercia carni sarde di qualità.
In questo studio grafico del progetto si è voluto rimarcare la territorialità e la genuinità del proprio prodotto.
Il progetto comprendeva lo studio del naming e del brand di lancio per la vendita dei prodotti. Il nome “Seberada” (scelta), seppur in lingua sarda, non necessita di una comprensione letterale del termine ma piuttosto evoca un semplice rimando sonoro all’Isola, conferendogli un tono internazionale. Il logo riprende la stilizzazione del simbolo nuragico taurino, rafforzando la territorialità del prodotto.
Nella seconda fase del progetto è stata effettuato uno shooting fotografico la la realizzazione del catalogo dei prodotti, e lo studio dell’etichetta per la linea Seberada.
In seguito sono stati ideati i pannelli informativi per la comunicazione nei punti vendita ed è stato realizzato il sito internet paolopiras.com.

Banzai, Japanese and Hawaiian experience

Banzai è take away di Cagliari specializzato in poke (pietanze originari dalle Hawaii) in una originale reinterpretazione volutamente giapponese.
Il concept è il connubio di questi 2 mondi (Hawaii e Giappone)e sfocia in un’esplosione di colori ma con un gusto orientaleggiante.
Il logotipo Banzai è fortemente ispirato alla pop art giapponese, con una forte declinazione commerciale.
Oltre al logo in stile minimal è stata realizzata un’illustrazione da usare come carta da parati e come tema portante nella comunicazione grafica. Lo sfondo è un insieme della simbologia tipica giapponese e l’allegria floreale e cromatica tipica delle Hawaii.
Gli ideogrammi giapponesi significano “take-away”, infatti Banzai è principalmente un’attività d’asporto.
Il logo è modulare e perfettamente inserito in una griglia regolare.
Il font è originale e i colori sono vivaci e fortemente accesi. Il logo inserito sul background illustrato unisce lo spirito tipico giapponese all’allegria hawaiana.
Le immagini fotografiche desaturate si applicano sui colori della palette senza aggiungere ulteriore rumore cromatico.
L’insegna è ispirata ai locali della China Town di Londra, conferendo al locale un ulteriore tono moderno e cool.

Bandino, Tende, pergole e vetrate

Bandino è un’azienda specializzata nella rivendita di tende, pergole e vetrate.
Il concept deriva da una stilizzazione molto minimal della vasta gamma di prodotti che l’azienda tratta e ruota intorno all’accostamento per similitudine delle forme.
Il font è progettato su misura per il brand, mentre la palette dei colori richiama il sole, l’ombra, il legno e il bianco di un telo.
Per le categorie sono state create 3 icone che nascono dall’evoluzione del modulo quadrato, sfruttando uno dei principi fondamentali della Gestalt secondo cui elementi simili vengono accomunati e identificati come il medesimo o una variazione di esso.
Con il modulo quadrato si può creare un pattern che può essere utilizzato esso stesso come elemento informativo o riempitivo, aumentando la consistency del brand.