Illustration

Chessa, barberia

Alberto Chessa è un barbiere qualificato con un salone nel cuore della Sardegna. Il suo stile e la sua esuberanza caratteriale danno un’impronta molto apprezzata anche ai tagli che offre ai suoi clienti. Le sue capacità sono riconosciute e il suo ventaglio di proposte è contraddistinto da un notevole background formativo.
Il logo è stato progettato per rompere gli schemi, in questo caso non vale neanche il principio sacro del web design “less is more” perché lo stile è il vero protagonista di questa identità visiva.

I colori sono ispirati all’arredamento del suo locale, scelto con cura da Alberto per rispecchiare la sua personalità. Il logo è completamente illustrativo. Richiama un forte ascendente anni 50′ o comunque retrò, ma anche con un tratto moderno molto vicino a quello utilizzato nei tattoo decorativi anni 90′, diventando un piacevole mix vagamente kitsch.

Un logo deve funzionare nel contesto in cui è inserito. Dev’essere appropriato e suggerire le peculiarità dell’attività e, mai come in questo caso, rompere gli schemi e essere distintivo.

Ritratti di fantasia

Questa collezione di poster rappresenta una personale visione artistica, assolutamente interpretativa e di fantasia, di alcuni dei personaggi storici che hanno giocato un ruolo più o meno significativo a favore o a discapito dell’Isola e del suo popolo, in contesti storici lontani fra di loro ma particolari e rappresentativi.

La tecnica mista digitale, che combina tratti manuali con fotoritocco e intelligenza artificiale, dà vita a una serie di ritratti in cui i soggetti scelti vengono decontestualizzati e reinterpretati secondo canoni moderni più vicini all’immaginario collettivo contemporaneo.

Il progetto consente di riscoprire dei profili finora confinati a poche immagini d’epoca, decorandoli con diverse note caricaturali. Alcuni di essi rappresenteranno una rottura con i ritratti iconografici con cui siamo abituati a vederli, altri saranno delle piacevoli scoperte e racconteranno aneddoti o parti della storia sarda generalmente trascurata.

Ecco una breve descrizione di ciascun ritratto:

Eleonora d’Arborea è stata giudicessa del regno d’Arborea ed è nota per l’aggiornamento della Carta de Logu, una raccolta di leggi in lingua sarda destinata ai Giudicati sardi.

Mariano IV, padre di Eleonora è considerato una delle più importanti figure nel Trecento sardo, contribuì allo sviluppo dell’organizzazione agricola dell’isola grazie alla promulgazione del Codice rurale.

Emilio Lussu è stato uno scrittore, militare e politico italiano, eletto più volte al Parlamento e due volte ministro. Fondatore del Partito Sardo d’Azione e del movimento Giustizia e Libertà.

Antonio Gramsci è stato il più importante intellettuale italiano del Novecento, fondatore e dirigente del Partito Comunista, arrestato dal fascismo nel 1926 e detenuto in carcere fino alla morte.

Filippo Figari è stato un pittore sardo che ha raccontato con una sua unicità la vera Sardegna e la sua gente.

“La madre dell’ucciso” è l’opera di Francesco Ciusa con cui conquistò i critici della Biennale di Venezia nel 1907.

Paskedda Zau diede inizio alla rivolta de Su Connottu.

Hazan Haga venne catturato e allevato dal temibile Barbarossa diventando il suo secondo e un traditore per il popolo sardo.

Carlo Bertoleoni venne nominato re di Tavolara dal re di Sardegna Carlo Alberto nel 1836.

Benedetta di Cagliari durante il suo regno favorì i suoi sudditi e l’economia locale a discapito dei pisani.

La Sacerdotessa è personaggio leggendario rappresentato in diversi bronzetti sardi, uno dei quali ritrovato nelle rovine dell’antico villaggio di Abini (Teti).

Amsicora è stato un valoroso condottiero. Dalla sua città di Cornus condusse la rivolta militare fino a Cagliari per scacciare l’invasore romano.

Jungle TAO, japanese restaurant

Realizzazione del logo e dell’insegna per Jungle TAO, il famoso ristorante giapponese nel cuore di Cagliari.
Il locale è ispirato alla giungla e propone una cucina orientale e brasiliana allo stesso tempo. Il punto forte di Jungle TAO è, infatti, la griglia di ultima generazione con cui prepara una cucina express e di qualità di carne e pesce.
Il logo doveva ispirarsi all’arredamento modulare del locale, ricco di vegetazione e decorato con carte da parati in stile vintage.
Era richiesto un ovvio richiamo alla giungla (nell’accezione più narrativa del termine) e alla griglia, punto forza del ristorante.
Il carattere tipografico è stato progettato appositamente giocando in maniera creativa con gli spessori delle lettere.
Lo stile della brand identity conserva una certa eleganza, affacciandosi all’idea classica della giungla con un tono di voce quasi narrativo, ed esponendo in maniera sobria il vero protagonista di questo progetto: il cibo.

Deasalus, Clinica di Medicina Estetica Avanzata

Deasalus sarà una clinica di medicina estetica avanzata, con tecnologie all’avanguardia e un team di esperti riconosciuti a livello mondiale. Il nome si ispira alla dea greca Iges, chiamata successivamente dai Romani Salus, da cui deriva, infatti, la parola “salute”.
La filosofia che guida la clinica Deasalus è il prendersi cura del proprio corpo, accettando l’avanzare del tempo, ma stando in sintonia con se stessi, una rigenerazione sia fisica che mentale grazie alla chirurgia e alla medicina estetica.

Il concept deriva dall’idea dell’individuo come soggetto centrale e della medicina che gli ruota intorno aiutandolo. La concentricità del marchio ricorda anche la calma dell’acqua, l’evoluzione del tempo ciclico secondo la filosofia orientale e la solidità della scienza nella rigidità delle forme. La “S” in particolare sintetizza questo concetto ricordando anche il movimento sinuoso del serpente simbolo della dea Salus.

La diagonale utilizzata per alcuni tagli delle forme attribuisce dinamicità alla staticità delle lettere; il logo diventa nettamente definito ma in accostamento con un font leggero e molto pacato, il Montserrat. I colori ricordano l’acqua e la natura, avvicinandosi a una palette classicamente medica.

L’accostamento tra l’eleganza del logo e la limpidezza del font acquisisce un tono di voce rassicurante che comunica serietà e professionalità rafforzando, in questo modo, il valore percepito.
L’accostamento con immagini poco trattate equilibra suggerendo sincerità.
Il marchio anche in autonomia rimanda chiaramente al logo esteso. Le forme dinamiche e il gioco visivo tra pieni e vuoti offre un continuo scambio di vedute che rende il simbolo forte e distintivo.
Per i canali social sono state elaborate delle linee guida che riprendono i tagli utilizzati nella griglia di creazione del marchio giustificati sulla proporzione aurea.

IGEA, innovative projects for technological and sustainable urban spaces

IGEA è un ente che si inserisce nell’Università di Cagliari per rafforzare il ramo tecnologico con la creazione di progetti sostenibili, al fine di rendere migliori le nostre città. L’idea nasce dall’associazione Materialia con la collaborazione dei dipartimenti di ingegneria meccanica, biomedica, chimica ed elettronica.
Il concept si basa sull’accostamento del green nella geometria degli spazi urbanistici, inteso sia come accostamento fisico che come approccio nella creazione di nuove tecnologie sostenibili.

Il font utilizzato (anche nelle lettere logo) è il San Francisco, una famiglia che molte applicazioni utilizzano nella propria User Experience, collocando automaticamente il brand in un immaginario tecnologico.
La scelta cromatica si abbina bene sia con un contesto tecnicnologico che naturalistico; i singoli colori risultano leggermente desaturati per conferire maggiore matericità. L’aggiunta della stilizzazione di una foglia suggerisce il completamento della lettera A, inoltre aggiunge un elemento naturale che ammorbidisce la rigidità delle lettere.
Il payoff del logo utilizzerà il San Francisco sia in versione lowercase che in quella in uppercase con la variante bold del font, alleggerita all’occorrenza dall’inserimento di brevi parole scritte in handwriting (tav. 1).

L’accostamento tra solidi artificiali e elementi naturali anticipa quel che sarà il compito principale di IGEA, ovvero creare un armonia tra tecnologia e natura per un futuro migliore.

Miele Argiolas

Il Miele Argiolas è un prodotto pregiato che punta a un mercato di nicchia. La sardità del brand è già esplicita nel cognome di famiglia, non necessita quindi di un rafforzativo visivo, piuttosto è stata esaltata la qualità del miele, la morbidezza e il colore, creando un logotipo wordplay.

La parola “miele” sembra formata da un filo di miele che si adagia sulla scritta, esprimendo tutti i suoi valori qualitativi. Il modo in cui è scritta, tra l’altro, ricorda il volo di un’ape, una danza delicata che si contrappone alla rigidità e al gusto più Déco del brand. Nell’etichettatura è stata ripresa la linea minimal, ma con uno stile leggermente vintage. Per i contenuti sono stati selezionati due font complementari, il Butler graziato dei titoli e il Montserrat dei paragrafi. I colori appartengono a un mondo luxury, esaltando la brillantezza del miele e creando dei contrasti cromatici molto eleganti. Per ogni qualità di miele è stato creato un disegno che rappresentasse il fiore in uno stile molto vicino alle tecniche dell’incisione sul metallo, come la puntasecca o l’acquaforte. Vengono così creati degli accostamenti che richiamano le grafiche della Belle Époque, a cavallo tra il tradizionale e la nuova ondata Liberty.

Il logo si presta molto bene anche a un utilizzo decontestualizzato, su una comunicazione più “pop”, lontana da un’interpretazione vintage.

Nodìu, vino del Mandrolisai

Il concept per la realizzazione del vino mandrolisai Nodìu ruota intorno alla figura di Salvatore Fadda capostipite della famiglia che produce il vino e gestisce l’agriturismo Su Connottu. Il personaggio di Nodìu nasconde anche un leggero richiamo al sovversivo Gio Maria Angioy, legato ai motti rivoluzionari a cui si ispira il nome dell’agriturismo stesso.
Nodìu in sardo vuole dire conosciuto, distinto, era il suo soprannome. L’illustrazione che ritrae il personaggio presenta un taglio estemporaneo che riporta l’eleganza e il mistero di una figura autorevole, che si elevava da un contesto di una cittadina sarda in piena fase di sviluppo grazie alla costruzione della stazione ferroviaria che la lanciava verso il progresso.
La palette cromatica è una selezione di tre colori che si alternano per attribuire all’etichetta un’accezione elegante, presentando di fatto un vino di nicchia o da collezione.

Banzai, Japanese and Hawaiian experience

Banzai è take away di Cagliari specializzato in poke (pietanze originari dalle Hawaii) in una originale reinterpretazione volutamente giapponese.
Il concept è il connubio di questi 2 mondi (Hawaii e Giappone)e sfocia in un’esplosione di colori ma con un gusto orientaleggiante.
Il logotipo Banzai è fortemente ispirato alla pop art giapponese, con una forte declinazione commerciale.
Oltre al logo in stile minimal è stata realizzata un’illustrazione da usare come carta da parati e come tema portante nella comunicazione grafica. Lo sfondo è un insieme della simbologia tipica giapponese e l’allegria floreale e cromatica tipica delle Hawaii.
Gli ideogrammi giapponesi significano “take-away”, infatti Banzai è principalmente un’attività d’asporto.
Il logo è modulare e perfettamente inserito in una griglia regolare.
Il font è originale e i colori sono vivaci e fortemente accesi. Il logo inserito sul background illustrato unisce lo spirito tipico giapponese all’allegria hawaiana.
Le immagini fotografiche desaturate si applicano sui colori della palette senza aggiungere ulteriore rumore cromatico.
L’insegna è ispirata ai locali della China Town di Londra, conferendo al locale un ulteriore tono moderno e cool.

Il Risveglio, restyling

Il Risveglio è un bar di Sorgono con più di un secolo di storia, risalente a quando nella cittadina era presente una stazione ferroviaria, il capolinea della linea che portava a Cagliari. Dal locale si possono visitare ancora oggi alcune parti della vecchia stazione ferroviaria.
Il restyling del logo “Il Risveglio” si sviluppa dall’indagine stilistica necessaria e completamente assente nella vecchia versione del marchio, e cerca di ricondurlo verso quel sapore futurista e di strascico liberty presente nel paese all’apice del suo sviluppo economico.
La struttura e il concept sono rimasti invariati ma gli elementi presenti si rifanno a un tratto decisamente più importante e storicizzante.
La locomotiva è stata ridisegnata mantenendo la stessa impostazione laterale ma con un tratto più illustrativo. Il font va a pescare da una collezione vintage risalente ai primi anni del secolo.
La palette cromatica è stata ripensata per richiamare quel mood “liberty” che attribuisce la dovuta chiave di lettura al progetto.
Seguendo questa linea progettuale sono state disegnate le due etichette da collezione per il vino di produzione del locale.
Le illustrazioni si ispirano al manifesto futurista con un richiamo al tratto delle cartoline di Fortunato Depero.

Sun for Fit, excellence sardinian fitness

Studio del concept e del marchio per una palestra di Cagliari che imposta i suoi allenamenti all’aperto in un’area soleggiata e limitrofa alla spiaggia.
Gli obiettivi principali erano avere uno stile sportivo, ispirato al logo design americano. Non si poteva trascurare il concetto di training all’aperto e utilizzare una linea fresca e giovanile, adatta per a una comunicazione underground e street (stickers, t-shirts, stencil).
Il risultato è un’identità visiva abbastanza esplicita e quasi illustrativa.
La brand identity di chiara ispirazione californiana, riprende una la linea utilizzata in America nelle leghe sportive (NBI, Football etc.).
I simboli utilizzati esprimono didascalicamente il business dell’attività.
La prospettiva del logotipo e i vettori forza degli elementi conducono al fulcro destro per dare maggiore dinamicità al marchio.
La ricerca cromatica riprende l’arancio per rappresentare il sole, e il viola per i toni scuri ha una funzione complementare e si abbina con immagini post prodotte a tema (immagini desaturate e con un contrasto sui mezzitoni).