Comunicazione

Tenute Monte Onigu, Antichi Valori della Terra

Monte Onigu è una collina nel territorio di Masullas, poco distante dal centro abitato e non lontano dal Monte Arci.
Questo territorio è ed è stato preziosissimo per il numero e la varietà di minerali che si astraevano nelle varie miniere sparse nel territorio. Monte Onigu era una di queste.
Le tenute di Priamo (In sardo Pillimeddu) si sviluppano in questo monte, dalla sua terra nascono dei vini particolari e un olio extravergine d’oliva di qualità.

La linea dei vini gioca sull’accostamento tra le pietre preziose estratte dalle miniere del territorio e di altre miniere poco distanti, e i prodotti agricoli della terra. Nel logo sono presenti 2 picconi incrociati e un grappolo d’uva stilizzato. I minerali selezionati per l’abbinamento ai prodotti sono l’Ossidiana, il Quarzo, il Diaspro, l’Agata, il Galena e il Blenda. Per ognuno di questi è stata ricavata una rappresentazione delle venature e una forma stilizzata della gemma.
I valori cromatici riprendono i colori dominanti dei minerali selezionati più l’aggiunta dell’oro per dare una nota elegante alle label di prodotto.

Un font graziato aggiunge eleganza e autorevolezza all’immagine coordinata che predilige una impaginazione a epigrafe per suggerire maggiore tradizionalità. Altri font bastoni saranno utilizzati per titoli e contenuti tecnici delle etichette, il Lemon e il Barlow.
La firma stilizzata di Pillimeddu verrà utilizzata per garantire autenticità ai prodotti delle tenute.

I vini risultano quasi complementari e in opposizione tra di loro, il bianco e il nero, l’Ossidiana e il Quarzo, gli uvaggi rossi e il Vermentino. L’olio extravergine d’oliva diventa un elemento prezioso come il Diaspro Verde, con le sue tonalità di verde acceso e i suoi giochi di luce. Completano la collana gli altri minerali, l’Agata per un Nuragus, il Blenda per il Bovale e il Galena per il Cannonau.

Villa Vallebuia, San Gimignano

Villa Vallebuia è una splendida residenza circondata da vigne e boschi in una vallata nei pressi di San Gimignano, in Toscana. La villa si colloca tra i migliori resort di lusso italiani, e per questo l’identità visiva si allinea a standard precisi e consolidati per questo tipo di target. Il logo nasce da un richiamo tra la storicità del territorio e il contrasto con la modernità degli arredi.

San Gimignano è patrimonio Unesco per via del paesaggio architettonico rimasto quasi intatto dal medioevo e dal periodo delle Signorie, quando la città aveva un ruolo fondamentale accanto alla florida Firenze. Le architetture della villa, nata nel Seicento, rispecchiano lo stile delle autentiche residenze campestri di questa terra. La volta a botte ribassata contraddistingue gli ambienti interni del piano terra, mentre i piani superiori sono caratterizzati dal soffitto ligneo a travi.

I tre gigli ordinati attribuiscono al marchio una connotazione distinta, in linea con gli stemmi delle famiglie nobili, e le tonalità si muovono su una scala cromatica vicina al verde rame. Il marchietto si presta a essere utilizzato come elemento legante della brand identity, diventando in questo caso un pattern per l’immagine coordinata. Il motivo floreale inserito nel logo è una rivisitazione grafica dei tre gigli donati da Firenze a questo territorio, tuttora presenti nel gonfalone della città di San Gimignano.

Il giglio, o più probabilmente l’iris, è un simbolo utilizzato in diversi periodi storici e in diverse insegne araldiche sia in Francia sia in Italia, ma col tempo si è consolidato come elemento distintivo di Firenze e delle sue signorie. La molteplicità dei gigli simboleggia inoltre la disposizione fisica della residenza, circondata completamente dal verde. Il marchio diventa così un vero e proprio stemma, utilizzabile anche privo del payoff come sigillo della villa.

Nella brand identity è stato inserito un Google Font snello e slanciato, il Poppins, che contrasta il marchio e consolida molto bene il rapporto tra importanza storica e stile moderno, elemento chiave dell’identità visiva. Il logo Villa Vallebuia ha un tono di voce lussuoso e signorile, che esalta la storicità della struttura ma ne crea un’immagine in un contesto moderno, affine a un tipo di turismo abituato a un ambiente luxury.

Tartar, Macelleria moderna dal 1988

Tartar sarà una macelleria con una concezione più moderna rispetto al modello classico, avrà una selezione delle carni più pregiate e proporrà una preparazione di tagli e lavorazioni particolari, unica nel genere a Cagliari.
Il nome deriva da “tartare” a cui è stata troncata la E per avere un nome più originale e distintivo.
Il concept si sviluppa attorno alla radice “tar” ruotata e capovolta per creare una composizione dinamica e simmetrica, rigida ma anche morbida.
L’insieme deriva dalle elaborazioni delle singole lettere ma nel complesso, l’insieme delle lettere, suggerisce proprio l’idea di una tartare rappresentata con un gusto elegante e molto raffinato.

Ogni lettera nasce dalla raffigurazione di una parte della lavorazione della tartare, ma più in generale della professione del macellaio, il significato intrinseco è appunto il disossamento della carne. La lettera T, ad esempio, è una stilizzazione dell’osso di un t-bone, un taglio particolare da cui si ricavano dei pezzi di carne teneri e gustosi. La lettera A è volutamente tagliente, ricorda la rigidità di una lama, strumento indispensabile per un macellaio che deve tenere i suoi coltelli sempre affilati. La R risulta priva dell’asse verticale, come appunto un pezzo di carte ripulito dall’osso. Rimane la polpa, morbida, rotonda e pronta per la lavorazione.

Al primo impatto col logo si apprezza una figura molto distinta, quasi lussuosa, che ricorda la morbidezza e la tenerezza di una tartare presentata con una cornice che gli dona un valore ancora maggiore.
I colori selezionati per la brand identity proseguono nella ricerca dell’eleganza senza distaccarsi dai colori più classici e convenzionali per una macelleria. La composizione nasce su una griglia regolare a cui però sono stati aggiunti dei tagli diagonali che spezzano il ritmo e danno una sensazione di frammentazione e tagliuzzamento, ricordano la natura stessa della tartare.

Al logo è stato abbinato il Google Font Montserrat, un sans serif abbastanza largo e dilatato che si contrappone alla verticalità del marchio.

Simona Sanna, Architect

Il concept che origina il design per l’identità visiva ideata per l’architetto Simona Sanna cattura l’essenza della modularità, elemento chiave dei suoi lavori. Questo si traduce in forme geometriche in apparente movimento, che pulsano e si interscambiano in una composizione artistica evocativa della sua architettura.
Il logo estratto dall’identità visiva è costituito da tre mattonelle ispirate alle cementine sarde in una successione orizzontale.

Il nome utilizza un font vagamente liberty, le forme sinuose del carattere contrastano con i tagli geometrici del marchio, completando il dualismo tra geometria e natura, rigore e morbidezza, precisione matematica e spontaneità. Il tono di voce del font richiama spontaneità e morbidezza e, abbinato a un sans-serif come il Muli, crea una combinazione equilibrata tra leggerezza e serietà.
Il logo incorpora principi della Gestalt, generando un continuo scambio tra positivo e negativo e variando i piani percettivi.
I due colori utilizzati rendono questa brand identity unica e distintiva: un rosa originale e vivace si alterna a un nero puro, conferendo un equilibrio tra modernità e classicità, particolarmente adatti al settore.
La combinazione del pattern con elementi di design moderni crea un contesto bilanciato, in cui fotografie e contenuti si alternano armoniosamente con la ritmicità del marchio e gli elementi tipografici creando dei riempitivi che quasi pulsano davanti agli occhi di chi li osserva.

Pensa geometricamente, ma sentiti a tuo agio con la natura e la sua spontaneità. In questo modo, l’identità visiva diventa anche concettuale, rafforzando la percezione della visione artistica di Simona Sanna.
Movimento, geometria e spontaneità sono il risultato di questa identità.

West Side Trails

La Costa Verde è forse il territorio più selvaggio e incontaminato di tutta la Sardegna. Il suo paesaggio varia passando dalla montagna al mare in pochi chilometri creando dei contrasti mozzafiato tra il verde dei boschi, l’azzurro limpido del mare e il colore caldo delle rocce.
La sua storia è antichissima, i primi abitanti dell’isola scelsero proprio questa terra per far nascere importanti insediamenti e poter sfruttare i preziosi minerali presenti nel suolo. West Side Trails offre escursioni guidate in quad e in e-bike su sentieri storico/naturalistici che attraversano l’interno boschivo, le vecchie miniere, le spiagge sabbiose e i promontori rocciosi.

Raccontare tutto questo con una brand identity che si rivolga a un target internazionale vuol dire riuscire a sintetizzare in poche parole, in pochi colori e in poche forme la geografia, la natura e la storia. Il nome West Side Trails offre fin da subito delle informazioni esplicite sulla posizione occidentale e sul settore escursionistico, occupando uno spazio finora libero nell’immaginario turistico territoriale, grazie all’utilizzo di tre key words facili e autoesplicative.
Il tratto intorno al logotipo evoca il lato ovest della Sardegna, ma ricorda chiaramente il profilo del carrello utilizzato per trasportare il carbone, diffusissimo nelle varie aree minerarie e diventato il simbolo più iconografico del territorio di Arbus.

Il marchio è stato costruito su delle guide orizzontali che danno armonia e ritmo alla lettura che viene poi tagliata nettamente dalla diagonale, creando uno slancio e un dinamismo molto adatto al contesto sportivo.
I colori non potevano che riprendere il verde intenso della macchia mediterranea e già citato appunto nel nome Costa Verde e il giallo acceso del sole che in questo versante tramonta sul mare, creando delle suggestioni cromatiche uniche quando si riflette sulle spiagge e sulle rocce.
Il tratto trapezoidale diventa invece un segno distintivo che evidenzia un contenuto tipografico, magari un claim pubblicitario, o come in questo caso una categoria di attività. La stessa forma può poi essere utilizzata per ritagliare le splendide immagini paesaggistiche, creando consistenza, unicità e dinamismo.

Per avere un tono di voce fresco e moderno, con un richiamo sportivo e che desse importanza all’aspetto tipografico è scelto il Figtree.
Il verde e il giallo si possono invertire facilmente tra fondo e contenuti, creando contrasti in positivo e in negativo che rimandano quei cromatismi che si possono ammirare sui promontori e sulle spiagge della Costa Verde.

La scelta di un nome formato da tre parole consente di potersi muovere su uno stile molto tipografico che gioca sulle dimensioni dei font e crea suggestioni grafiche di impatto. West Side Trails diventa così un vero e proprio brand, con cui marchiare i gadget, i diversi canali della comunicazione e gli strumenti aziendali. La chiave minimal del logo crea un effetto immediato nell’osservatore, imprimendo il marchio nella mente in maniera nitida.

La semplicità di un brand è la sua forza.

Cocos, aperitif & cuisine

Il Cocos è uno storico locale di Porto Ottiolu che propone delle esperienze sensoriali che includono un’ampia offerta di cocktail accompagnati da una cucina gourmet in una delle location più belle dell’Isola. Il rebranding vuole rivolgersi a un target luxury ma accessibile, con un tono di voce distino ma sincero. Il nuovo concept racconta della professionalità dello staff, dell’eleganza del locale e della forte identità sarda del Cocos, senza tralasciare completamente l’idea di tropicale suggerita dal nome stesso e consolidata negli anni.

Il processo creativo è iniziato con la creazione delle singole lettere, disegnate su misura partendo da una griglia regolare, per far sì che diventassero delle forme autonome, utilizzabili poi anche nella composizione del marchio iconografico. L’icona rimanda alla filigrana sarda, ai gioielli e agli amuleti sardi (sos coccos), ed evoca i motivi decorativi presenti nell’artigianato locale; inoltre, ricorda vagamente anche la bussola nautica, importante evocazione in una località di porto.

La modulazione del marchio disposto in maniera iterata verticale ricorda vagamente dei motivi orientaleggianti, formando un pattern che diventa un elemento rafforzativo del brand. Le decorazioni, infatti, possono sostituire il logo stesso, preparando un’ambientazione e un contesto in cui il logo stesso non deve essere esplicitamente presente.

La progettazione del lettering si basa sull’evoluzione di elementi circolari armonizzati poi dalla lettera S che funge da legante visivo. Il marchio, invece, gioca sulla combinazione delle lettere del logo ridotte del 75% e disposte poi in una griglia con simmetria radiale che crea un motivo concentrico.

Il claim “share your vibes”, da utilizzare più che altro nella comunicazione, ribalta il soggetto e il destinatario rivolgendosi direttamente ai clienti del locale. Il Cocos è un posto dove ci si può rilassare in uno scenario “cool” e confortevole, dove poter condividere le proprie sensazioni e divertirsi in compagnia. La frase gioca anche sul significato social della parola “share”, invitando i clienti a una condivisione spontanea dei migliori momenti.
Il payoff “aperitif & cuisine”, invece, espone in maniera esplicita le peculiarità del locale. Il Cocos propone un’esperienza per i clienti con un’attenzione particolare all’offerta di cocktail particolari e accompagnati con assaggi di piatti gourmet.

Jungle TAO, japanese restaurant

Realizzazione del logo e dell’insegna per Jungle TAO, il famoso ristorante giapponese nel cuore di Cagliari.
Il locale è ispirato alla giungla e propone una cucina orientale e brasiliana allo stesso tempo. Il punto forte di Jungle TAO è, infatti, la griglia di ultima generazione con cui prepara una cucina express e di qualità di carne e pesce.
Il logo doveva ispirarsi all’arredamento modulare del locale, ricco di vegetazione e decorato con carte da parati in stile vintage.
Era richiesto un ovvio richiamo alla giungla (nell’accezione più narrativa del termine) e alla griglia, punto forza del ristorante.
Il carattere tipografico è stato progettato appositamente giocando in maniera creativa con gli spessori delle lettere.
Lo stile della brand identity conserva una certa eleganza, affacciandosi all’idea classica della giungla con un tono di voce quasi narrativo, ed esponendo in maniera sobria il vero protagonista di questo progetto: il cibo.

Andrea Altea, Contemporary Artist

Andrea Altea è un artista di arte contemporanea. La sua visione della vita e dell’arte si basa su un’idea di armonia e contrasto, gli opposti che si attraggono e interscambiano in una continua fusione tra le parti, raggiungendo il proprio equilibrio senza che l’uno prevalga sull’altro. L’arte di Altea si esprime nel tridimensionale, con delle opere che trovano il proprio spazio evolvendosi in diverse direzioni, spesso andando oltre i limiti esterni e interiori.
Il logo per questo motivo vuole essere continuativo in questa visione, senza invadere l’espressività dell’artista ma firmandola in maniera contestuale ed esterna stilisticamente, in modo da distinguersi nettamente senza fondersi nell’opera. La lettera R del nome prende vita diventando l’artista stesso che si prostra davanti alla sua arte, quasi devotamente, esprimendo un amore incondizionato.

I colori sono nettamente ispirati alle opere di Altea e riescono a unire le varie opere nella loro diversità. In maniera complementare nella tipografia è stato selezionato un Google Font moderno e lineare, il sans serif Raleway. Ecco quindi che l’intero concept prende vita legando le molteplici opere dell’artista, presentandole in maniera lineare e connessa.
Le lettere del nome utilizzano un font diverso dal Raleway mostrandosi pungenti e affilate ed evidenziando quindi il contrasto concettuale tra la lettera R scritta invece da Andrea Altea manualmente.

Le opere di Altea utilizzano infatti tanti materiali reali, spesso taglienti, freddi e pungenti che vengono poi assemblati con un tratto materico, diventando pura espressione artistica. Nella loro interezza sono ricche e ben dettagliate, per questo per essere apprezzate necessitano di ampi spazi di respiro. L’osservatore si prende delle pause cognitive tenendo la soglia dell’attenzione sempre variabile, aiutando così a tenere il visitatore coinvolto nella narrazione. Pulizia e disordine, morbidezza e durezza, in una parola contrasto. Questa è la chiave del concept di Andrea Altea e di conseguenza di questa Brand Identity.

La tipografia stessa prende spazio in diverse direzioni seguendo i vettori delle opere stesse. Le composizioni tra foto e spazi esaltano gli scatti delle opere leggermente post-prodotte allineando le tonalità scure con il colore bruno del marchio.

Stivsport, top quality

Stivsport è un’azienda leader per la creazione e la fornitura di impianti sportivi in Sardegna. Il suo business si muove su due fronti, un ramo è rivolto al pubblico (B2C) e l’altro si rivolge ad aziende private e Pubblica Amministrazione (B2B).
Il target di riferimento per entrambi è comunque molto alto, i prodotti e i servizi offerti sono di estrema qualità. Per questo motivo il rebranding dell’identità visiva aziendale, seppur immerso in un ambito sportivo, doveva evidenziare un taglio distintivo e professionale.

La struttura del nuovo logo è composto quindi da una radice (Stiv) e da una desinenza variabile che indica il settore di riferimento (B2C o B2B). La radice Stiv assume un tratto slanciato, solido, molto geometrico e modulare, giocando su diversi principi percettivi che permettono la lettura della parola in maniera facile e con uno stile grafico solido, lasciando poi più morbidezza ed espressività alla seconda parola che utilizza un font esterno (Ubuntu). La diagonale a 45° con cui sono state create le lettere, offre dei tagli dinamici e contemporanei. L’intero logo è costruito infatti su una griglia regolare basata su modulo quadrato che attribuisce regolarità e assicura un buon ritmo di lettura al logotipo.
La lettera S, inoltre, ricorda la geometria utilizzata dall’azienda nel proprio precedente marchio creando un minimo di continuità narrativa verso i propri clienti.

I colori della marca alternano un nero, un bianco e un grigio, al colore accento arancio o verde. I due volti aziendali riescono a convivere in maniera armoniosa, coordinata e complementare, distinguendosi abbastanza per avere un approccio da una parte più sportivo e fresco, e dall’altra più tecnico e disteso.

Vigne Centro Sardegna

Vigne Centro è una cantina che unisce diversi produttori del Centro Sardegna. Il concept proposto deve comunicare l’importanza geografica e qualitativa dei prodotti ottenuti mostrando esplicitamente e iconograficamente il significato del nome stesso.

Il tono di voce utilizzato è un connubio tra eleganza e chiarezza, il font Butler (rivisto) e il Montserrat legano con l’icona creata attribuendo all’insieme un ritmo di lettura efficace.
L’icona deriva dalla stilizzazione della Sardegna ottenuta con due soli tratti simmetrici e concentrici quasi per rafforzare il concetto di centralità, e al centro esatto è stato inserita un richiamo inequivocabile alla vigna e al grappolo d’uva. La Sardegna è riconoscibile seppur ottenuta con una sintesi estrema e l’insieme è ben bilanciato.

Le etichette di Krabone e Ventuno si ispirano alla grafica futurista e alle cartoline di Fortunato Depero dedicate alle regioni italiane.